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Foggia entra in “Football rail”, “l’alfabeto delle città del calcio”

Foggia insieme ad Amsterdam, Dortmund, Zagabria e alle altre città del mondo che si raccontano con e attraverso il calcio. “Football rail. L’alfabeto delle città del calcio” è un libro in uscita il prossimo 4 maggio, un viaggio in lungo e in largo per il pianeta che contempla due sole tappe italiane: Napoli e, per l’appunto, Foggia. In questo “abbecedario” delle emozioni, fatto di più autori ognuno impegnato in un racconto che unisce identità cittadine e storie calcistiche, la “F” è quella di Foggia. Ai Satanelli e alla loro città è dedicato un capitolo luminoso della storia rossonera. Una storia di un amore travolgente alimentato da bellezza e profumi, quelli di una Foggia natalizia e di uno Zaccheria che ribolle di fumogeni e passione davanti a quelle maglie fatte per metà di fuoco e per metà di mistero. L’autore delle pagine dedicate a Foggia e alla sua squadra è Alessandro Piemontese, quarantenne foggiano, copywriter fondatore de La Content, società che si occupa di comunicazione e formazione, co-fondatore di Manjoo, motore di ricerca social di ricette. Dalle pagine dedicate ai rossoneri, riemergono il Foggia di Zeman e una rimonta che è rimasta nel cuore di chi l’ha vissuta e nella storia del calcio. “Mi stringi la mano quando Andrea Seno verticalizza a memoria per l’accorrente Kolyvanov. Igor taglia a tutta velocità e la mette nel sette, di prima. Stavolta sei tu a riprendere possesso del tuo burrocacao. Il pareggio più bello della storia. 2 a 2 e noi uno ad uno, occhi negli occhi. Questo Foggia è la squadra più imprevedibile e spettacolare della serie A. È difficile spiegare la sensazione che si prova davanti a tutta questa bellezza”. Alessandro Piemontese è zemaniano. Lo è da sempre, cioè dalla prima volta che il Boemo arrivò nel Tavoliere delle Puglie e cominciò a far capire all’universo quale fosse la sua idea di calcio. La città se ne innamorò, immediatamente. Il Foggia portava Foggia in giro per gli stadi italiani, all’attacco, a sorprendere e a lasciare scie di meraviglia sul campo e negli occhi di chi ebbe la fortuna di esserci. Ecco perché “l’alfabeto delle città del calcio” alla lettera effe ha scelto Foggia come esempio, paradigma, città innamorata del calcio e ampiamente corrisposta anche nei momenti più bui, figuriamoci in quelli scintillanti

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