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Il Consiglio di Stato cambia decisione: mutano i seggi di maggioranza e opposizione

Il Consiglio di Stato ha revocato la sospensiva cautelare concessa lo scorso 14 dicembre all’esecuzione della sentenza del Tar Puglia che ha stabilito la riduzione del premio di maggioranza spettante alla coalizione di centrosinistra nelle ultime elezioni regionali, a seguito di alcuni ricorsi. Infatti, i giudici di Palazzo Spada, che un mese fa avevano congelato la decisione del Tar Puglia, ora non hanno confermato il provvedimento cautelare richiesto con il ricorso presentato dai consiglieri regionali Mario Pendinelli (Popolari con Emiliano) e Peppino Longo (Con) che, in base alla sentenza dei giudici amministrativi pugliesi devono lasciare il seggio in Assemblea regionale ad Antonio Paolo Scalera (La Puglia Domani) e Vito De Palma (Forza Italia). Quindi, il Consiglio di Stato per il momento ha confermato la riduzione dei seggi spettanti alla maggioranza di centrosinistra di Michele Emiliano da 29 a 27 consiglieri regionali. I giudici amministrativi romani nel provvedimento affermano che “è emerso che sia già intervenuto l’avvicendamento in Consiglio regionale”, cosa che invece è avvenuta effettivamente nella seduta di ieri. Ma, soprattutto, i giudici del Consiglio di Sato hanno ritenuto che “non appare con sufficiente evidenza il fumus di fondatezza dell’appello, necessaria a sovvertire in sede cautelare gli effetti del risultato elettorale come emendato dalla sentenza” del Tar Puglia. Per la cronaca, precisiamo che il Consiglio regionale della Puglia aveva già fissato per il 14 dicembre scorso la seduta nella quale sarebbero subentrati De Palma e Scalera, ma il provvedimento cautelativo d’urgenza del Consiglio di Stato aveva congelato la surroga di Pendinelli e Longo. Perciò, dopo la nuova e recente decisione dei giudici di Palazzo Spada, nella seduta del Consiglio regionale nella quale sono stati eletti i tre consiglieri regionali delegati per l’elezione del Presidente della Repubblica, si è proceduto anche alla sostituzione dei due consiglieri di centrosinistra, Longo e Pendinelli, con i due di centrodestra che avevano fatto ricorso al Tar, vincendolo. Come si ricorderà, De Palma e Scalera avevano contestato dinanzi al Tar il verbale di proclamazione degli eletti in Consiglio regionale della Commissione elettorale presso la Corte d’Appello di Bari, poiché ritenevano non corretta l’interpretazione della legge elettorale regionale nella parte riguardante il numero dei seggi attribuiti alla coalizione vincente del centrosinistra, guidata dal governatore uscente, che con il premio di maggioranza aveva visto assegnati 29 seggi. In realtà, la Corte d’Appello di Bari aveva attribuito i 29 seggi alla coalizione che sosteneva il candidato presidente vincente e 21 seggi alle forze di opposizione, però non aveva tenuto conto che i voti conseguiti da ben 11, delle 14 liste che sostenevano Emiliano, non avendo superato la soglia di sbarramento del 4%, non dovrebbero rientrare nel conteggio ai fini dell’ottenimento del premio pieno di maggioranza. Da ciò i ricorsi di De Palma e Scalera per un riconteggio dei seggi spettanti effettivamente alla coalizione che sosteneva l’eletto Presidente e, di conseguenza, spettanti invece alle opposizioni.     .
Comunque il contenzioso in questione non è ancora del tutto chiuso poiché, superata la fase cautelare, la questione sarà discussa nel merito dinanzi ai giudici del Consiglio di Stato il 29 marzo prossimo. Però, in Consiglio regionale dovranno sedere Scalera e De Palma (entrambi candidati, a settembre del 2020, all’Assemblea regionale nella circoscrizione ionica), almeno fino alla sentenza dei giudici di Palazzo Spada che, in teoria, potrebbero anche sovvertire il recente esito di revoca della sospensiva cautelare. In pratica, invece, alla luce di quanto finora verificatosi un ulteriore stravolgimento nell’attribuzione dei seggi di maggioranza ed opposizioni appare un’ipotesi alquanto remota.

 

Giuseppe Palella

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