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“Contento del primo tempo, meno per il secondo. Ma siamo sulla strada giusta”

Il Foggia avanza agli ottavi di finali ed incontrerà il 3 novembre la Fidelis Andria che invece ha battuto ai supplementari la Virtus Francavilla. I Satanelli nella loro bacheca vantano già due Coppe Italia di C, ma il percorso per arrivare alla finale e poterla accarezzare e sognare quella Coppa è ancora lungo con la priorità che deve restare il campionato e domenica c’è la trasferta di Latina. Intanto le indicazioni che sono giunte per Zeman dal test contro il Messina di mister Sullo sono molto buone, specie per quello che si è assistito nel primo tempo, c’è stato un Foggia sornione, che ha giocato a tratti un calcio stile tiki-taka e che ha concesso in un paio di occasioni all’attaccante sicliana, Catania di provare ad infilare Volpe, secondo solo sulla carta, ma senza il buon esisto perché l’estremo difensore si è rivelato una vera saracinesca. Note meno liete forse dai centrali difensivi spesso poco brillanti, ma il Foggia visto dalla cintola in su, specie nel reparto offensivo ha offerto molto materiale per le prossime ed imminenti scelte del tecnico boemo, su tutti coloro che hanno giocato, il centravanti Di Grazia si candida a ritagliarsi un ruolo di possibile titolare per domenica. Al termine della vittoria e passaggio del turno contro il Messina per la Coppa, la società del CalcioFoggia ha messo a disposizione della stampa il tecnico Zeman che ha risposto alle domande inviate all’Ufficio Stampa dei rossoneri: “Per me Di Grazia ha talento ed è bravo tecnicamente però deve trovare ancora i tempi giusti per andare dentro l’area negli inserimenti. Penso che abbiamo giocato un buon primo tempo abbastanza ordinato con le giuste misure tra i reparti. Nel secondo tempo o per stanchezza o per risparmiarsi in vista di domenica non abbiamo ripetuto quanto fatto nella prima frazione di gioco. Dopo la sconfitta però era necessario vincere. E’ vero che il Messina si è presentato con una squadra molto giovane che non gioca con la stessa in campionato. Ne abbiamo approfittato ma potevamo fare di più”. Un tecnico che dice sempre ciò che pensa, senza consentire a nessuno di far ‘filtrare’ il suo pensiero, merito anche del suo Ufficio Stampa che non gli mette freni. Il tecnico ha poi proseguito la sua disquisizione: “C’è ancora da lavorare molto sui tempi e non mi è piaciuta la ripresa. E’ anche vero che molti giocatori avevano problemi fisici per scontri di gioco, come Rizzo Pinna, Merkaj, Di Pasquale, qualcuno zoppicava in campo. Le giocate ci sono state ma a tratti. Di Pasquale e Rizzo Pinna hanno fatto bene, ma il primo non sarà recuperabile per domenica. Petermann? E’ stato l’unico che nel primo tempo non è riuscito a trovare la posizione giusta”. Conclusione sul tifo foggiano che ha sostenuto sino al triplice fischio la squadra e sulla prestazione del secondo portiere, Volpe: “L’aiuto dagli spalti è sempre necessario e sono contento anche se i tifosi oggi (mercoledì pomeriggio, ndr) erano di meno rispetto all’ultima gara casalinga. Questo è il calcio, io chiedo ai miei calciatori di fare calcio e ogni tanto ci riescono altre volte no. Curcio ha fatto bene giocando ta le le linee nel primo tempo, nella ripresa è stato troppo basso e non ha avuto la possibilità di ripartire. Volpe ha fatto bene ma nell’impostazione perde ancora troppo tempo. Penso che anche altri hanno possibilità di giocare titolari e mi riferisco a Di Grazia perché chi ha qualità come lui, può fare la differenza”.Ed è proprio il tesserato del Foggia, Andrea Di Grazia, giunto dal Pescara che ha esternato la sua gioia a fine gara: “Sono soddisfatto della prestazione personale e per la squadra. Adesso però dobbiamo pensare al Latina e rialzarci in campionato. Quando mi è arrivata la chiamata del Foggia non ho esitato un attimo ad accettare e sono stato accolto benissimo da tutti, qui mi sento a casa. Ci sono le basi per divertirci. Possiamo arrivare in alto ma dobbiamo pensare partita dopo partita. Vorrei continuare a segnare per questi fantastici tifosi”. (Ph. Calcio Foggia 1920).

M.I.

 

 

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