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“Oronzo Pugliese, quando nel calcio esistevano i maghi”

Nel calcio di una volta, meno ricco e molto più umano, esistevano i… maghi del pallone. Uno di essi era il mitico “don” Oronzo Pugliese da Turi, che specialmente a Foggia (ma anche a Roma sponda giallorosossa) ha lasciato il segno e grandi ricordi. Ed ecco che il bravo giornalista foggiano Giovanni Cataleta ha dedicato a Pugliese un eccellente libro biografico dal titolo: “Oronzo Pugliese, quando nel calcio esistevano i maghi” edito da Utopia. Il volume è stato presentato a Roma nel corso di una splendida serata presso il Museo del Calcio di via Merulana ed alcune pagine sono state lette con sapienza dall’attrice e presentatrice foggiana Virigiana Barrett. Noi lo abbiamo intervistato.

Cataleta, perchè un libro su Pugliese?

“L’ho conosciuto direttamente quando ero giovane e facevo il raccattapalle allo Zaccheria. Lui allora allenava il Foggia e mi è sempre sembrato un esempio di umanità. Alla fine degli allenamenti spesso veniva a parlare con noi e scambiava opinioni e battute”.

L’ enciclopedia Treccani ha dedicato persino una voce a Pugliese..

“Effettivamente questo è un fatto inusuale, ma simpatico. Dimostra, ma non era necessario, che egli fu non solo un fenomeno locale ma nazionale. Che una istituzione come la Treccani ne parli è la certificazione”.

A che cosa si deve il titolo sui maghi?

“In un certo qual modo, Pugliese deve parte della sua meritata fama alla vittoria del Foggia del 1965 contro l’ Inter campione del mondo del Mago Helenio Herrera, 3- 2. E lui ha battuto Herrera altre due volte, diventando per Herrera una specie di bestia nera. Questo gli  valse il titolo di mago dei poveri, in contrapposizione ad Herrera mago dei ricchi”.

Lino Banfi ha ispirato a Pugliese un celebre film e personaggio..

” Vero, ne ho parlato alcune volte con lui, che comunque aveva deciso questo molto tempo addietro, dopo averne parlato durante un viaggio in aereo con un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm”.

Pugliese a Foggia ha dato il meglio..

“Stagioni indimenticabili e piene di vittorie. A Bari, invece, non è stato apprezzato conoscendo forse la sua più grande delusione. Gli diedero tuttavia una squadra inadeguata. Tatticamente era una persona molto concreta, pochi fronzoli e prima non prenderle, ma ci metteva entusiasmo e ai giocatori trasmetteva grinta e voglia di fare”.

A chi lo paragonerebbe oggi?

“Difficile dirlo. Il calcio di adesso è molto diverso e con grandi cambiamenti rispetto ad allora. Da un punto di vista caratteriale, ma solo quello, vedo qualche affinità con Carletto Mazzone e Antonio Conte”.

Il testo, ricco e variegato, è preceduto da una bella introduzione del noto giornalista Italo Cucci, già direttore del Corriere dello Sport- Stadio e del Guerrin Sportivo e contiene testimonianze di allenatori e  calciatori protagonisti al tempo di Pugliese. Un libro da leggere insomma, per capire la simpatica figura del mago dei poveri o di Turi, che dir si voglia.

Bruno Volpe

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