Cronaca

Crepet: “Sempre più spesso, la famiglia è assente. I genitori non sono punti di riferimento”

Un’ importante operazione di Polizia Postale ha portato alla luce un giro di schiavitù sessuale di minorenni specie tra Foggia e Bari. In particolare, si è scoperto che una ragazzina a Foggia è diventata “schiava” in chat secondo il tariffario di 30 euro (video chiamata) che potevano raddoppiare in base al tempo. La famiglia se ne è accorta vedendo che la ragazzina passava molto tempo nella sua cameretta. Abbiamo intervistato in merito il noto psichiatra, professor Paolo Crepet.

Professor Crepet, senza entrare nel merito dell’ indagine giudiziaria, possibile che una ragazzina possa passare tanto tempo  chiusa nella sua cameretta, senza che nessuno in famiglia se ne accorga o per lo meno lo veda con grande ritardo?

“Non è il primo caso, non sarà l’ ultimo. E sinceramente la cosa non mi stupisce”.

Una ragazzina di appena 14 anni…

“La contraddico. Oggi 14 anni, nelle ragazzine, è paragonabile sessualmente ai 18 della mia generazione, probabilmente ne sanno persino di più. Che sia un bene o un male non lo devo dire io, ma è così. E’ una rivoluzione antropologica che si accompagna a una capacità tecnologica dei mezzi social, discutibile e comunque assai sviluppata, talvolta favorita dalla famiglia”.

Domanda. La famiglia l’ha scoperto dopo tempo…

“Anche in questo caso nessuna novità. Oggi sempre più spesso, la famiglia è assente. I genitori non sono punti di riferimento, salvo eccezioni, e sono venuti meno i principi di autorità e autorevolezza. Autorità perchè i figli non temono le punizioni che talvolta sono necessarie, autorevolezza in quanto in tanti casi i genitori non sono esempi, anzi. Se lei ci ha fatto caso in tante case ciascun genitore fa quello che vuole, trascorre ore attaccato al suo telefonino e su facebook, ogni camera ha la tv o il suo computer e il momento del dialogo comune, pranzo o cena, è assente. Vi è un perenne giovanilismo adolescenziale dei genitori”.

In tanti casi, con i soldi guadagnati in chat le ragazzine comprano vestiti firmati o borse…

“Dimostra l’assenza e la distrazione della famiglia. Una madre o un padre presenti si domandano: come ti sei comperato quell’oggetto visto che non lavori? Aggiungo che siamo nella società dell’ apparire e del fumo, nella quale una cintura, una camicetta o una borsa firmata sono il traguardo. Attenzione, i figli sono spugne e se capiscono che nella mamma e nel papà i valori sono gli stessi, li copiano”.

Per il ripetersi di episodi simili che cosa devono fare i genitori?

“Il minimo sindacale: stare attenti ai loro figli”.

Bruno Volpe

 


Pubblicato il 24 Luglio 2020

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