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Vuote le terapie intensive della rete Covid pugliese

Nelle Terapie intensive degli ospedali della rete ospedaliera regionale Covid della Puglia non ci sono piu’ pazienti. E’ la prima volta dall’inizio dell’epidemia. E’ quanto rende noto il bollettino diffuso dalla task force regionale che si sta occupando del coronavirus. Nelle ultime ore, su 1.038 test processati non si registrano nuovi contagi. Nel report si segnala anche l’assenza di decessi provocati dall’infezione. I positivi accertati sono 218, 33 dei quali in ospedale mentre il resto e’ in isolamento domiciliare. I guariti invece sono 3.769.  “Non abbiamo evidenza che il virus sia mutato ma è cambiata la situazione epidemiologica. Grazie alle misure di prevenzione, il virus oggi circola in un’altra popolazione. Non è il virus che attacca i giovani, ma noi abbiamo messo in sicurezza gli anziani, gli ospedali, la popolazione più fragile e quindi il virus trova spazio per circolare ormai a bassa intensità in una popolazione più sana.
Ecco perché sembra indebolito, è la coda dell’epidemia che è l’effetto delle misure di prevenzione”. Lo ha detto Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, intervenendo al programma Centocittà su Rai Radio 1.

Linee Oms: urge un tavolo tecnico sulle norme

“Ci sono tamponi che risultano positivi ma con una carica molto bassa, molto spesso si tratta di persone che non sono neanche contagiose. Il problema è che non abbiamo standard per dire ‘al di sotto di questo livello possiamo permetterci di dire che questa persona non è contagiosa’. Il mio invito ä di mettere su un tavolo tecnico per decidere norme”. “Quando l’Oms scrive una linea guida – spiega Lopalco – si rivolge all’Italia, agli Stati Uniti ma anche alla Nigeria, al Congo, cioè deve tenere presente le capacità diagnostiche di tutti i Paesi del pianeta. Quello che dicono queste linee guida è che nel caso in cui un soggetto venuto a contatto con un caso positivo sia stato messo in isolamento senza aver fatto un tampone, una volta che si ä certificato che non ha sintomi per tre giorni di seguito e comunque sono passati dieci giorni dal contatto a rischio, questo soggetto può essere dichiarato libero dall’isolamento. Se invece si fa il tampone, bisogna aspettare che sia negativo. E’ qui la chiave che dobbiamo discutere dal punto di vista scientifico ed ä urgente farlo”. “Oggi – ha aggiunto – abbiamo cittadini prigionieri del tampone, costretti a stare due mesi chiusi in casa perchè magari hanno deboli positività”.

“L’app Immuni è in rodaggio, ci sono degli errori’

“Per l’App Immuni questo è un momento di rodaggio quindi è importante, se si riceve un messaggio, bisogna mantenerlo sul telefonino, possibilmente fare uno screenshot, in maniera da verificare ogni volta se si tratta di vero positivo o di un errore di interpretazione”. Lo ha detto a Centocittà, su Rai Radio 1, Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, commentando la vicenda della settimana scorsa della 63enne barese, messa in isolamento dopo un messaggio dell’App ma poi risultata negativa al tampone, “Nel caso della signora siamo affranti – ha aggiunto -. La signora era arrabbiata, ha cancellato il messaggio e ha disinstallato la App, quindi non abbiamo potuto verificare che messaggio abbia ricevuto. Perché abbiamo avuto altre segnalazioni di questo genere: in un caso, messaggio di Android scambiato per un messaggio di avvenuto contatto; in un altro caso era un falso positivo, quindi un errore tecnico”.

 

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