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“Una legge per l’Unità di Valutazione Interna nelle RSA”

Maltrattamenti e violenza sessuale ai pazienti ricoverati nella Residenza per anziani ‘Stella Maris’ di Manfredonia, l’accusa nei confronti di alcuni operatori socio-sanitari ora agli arresti domiciliari dopo le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Foggia su ordine della procura del capoluogo dauno. Tutto è partito dalla solita lettera anonima che tratteggiava meticolosamente i maltrattamenti nella Rsa del centro garganico. La polizia ha installato alcune telecamere e dopo pochi giorni sono stati documentati «numerosi e reiterati abusi, fisici e psicologici» da parte degli operatori nei confronti di pazienti anziani e malati. “Quanto accaduto nella RSA di Manfredonia non può passare sotto silenzio. Sono indispensabili controlli periodici sulle strutture per verificare che continuino a possedere i requisiti necessari per l’accreditamento, di personale, organizzativi e strutturali, nel rispetto di quanto previsto, tra le altre, dalla L.R. n. 19/2006 e dai successivi regolamenti attuativi. Ritengo anche che sia il caso di prevedere colloqui periodici degli operatori con gli psicologi e di istituire una Unità di Valutazione Interna che sia composta anche dai parenti degli assistiti, che in questo modo potrebbero relazionarsi quotidianamente con gli operatori sanitari. Un emendamento che avevo presentato nella scorsa legislatura in sede di discussione della legge sulle RSA e che ripresenterò come proposta di legge. Il mantenimento di determinati requisiti è indispensabile per tenere aperte le strutture e per la sicurezza di pazienti e operatori, in alcuni casi sottoposti a livelli altissimi di stress, a fronte di contratti bassissimi”, ha fatto sapere il capogruppo Cinquestelle Marco Galante. Che ha pure chiesto di ‘audire’ in Commissione i direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, cui spetta il compito di verificare i requisiti delle RSA accreditate, e una relazione con gli esiti delle verifiche fatte negli ultimi due anni. “Serve la massima attenzione – continua Galante – sia da parte dei gestori delle RSA che da parte delle Asl e della Regione. In questo caso a far partire le indagini è stata una denuncia anonima, segno che il sistema dei controlli ha fallito. E ognuno deve assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli. Bisogna investire sui corsi di formazione degli operatori che hanno a che fare con i pazienti con patologie neurodegenerative e verificare che vengano realmente fatti. Serve agire subito per evitare che simili episodi possano ripetersi. Il nostro compito è quello di tutelare e proteggere le persone più fragili”. (fradema)

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