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Un brutto Foggia cade allo Zaccheria contro il Latina

A distanza di un mese si è ripartiti ma con un Foggia involuto e brutto perché è caduto rovinosamente contro il Latina per 1-3 ma soprattutto con passi indietro nel gioco. Sta di fatto che ieri è giunta a sorpresa la notizia dell’esonero del diesse Peppino Pavone sollevato dall’incarico nella settimana clou del calciomercato che entra nel vivo, una scelta che evidentemente era già nell’aria, e da capire se si affiderà in questo caso a qualche giocatore ex Foggia che oggi ricopre tale ruolo o ad un esperto direttore sportivo libero Tuttavia, Zeman nelle scelte iniziali si è affidato al tridente con Tuzzo, Ferrante e Curcio. Dall’altra parte mister Di Donato si è affidato a Jefferson e Sane in attacco. Al tredicesimo il Latina è passato in vantaggio con Nicolao che ha messo la palla alla sinistra del portiere foggiano, Alastra con la difesa colpevole. La reazione del Foggia è giunta al ventesimo quasi con una rovesciata di Curcio ma la palla è terminata a lato di Cardinali. Al ventinovesimo Carissone su punizione ha impegnato severamente Alastra che ha deviato in calcio d’angolo, ma è stato il preludio al gol del raddoppio, giunto al 39’ grazie ad Esposito che ha sfruttato una ribattuta. Due i minuti di recupero concessi al primo tempo con un Foggia quasi mai in partita e presente con episodi sporadici. La ripresa è iniziata con la stessa sinfonia della prima fase di gioco e con la squadra laziale all’attacco con Ercolano, ma il tiro è stato deviato in extremis da Nicoletti. Al 52’ ancora un Ercolano in grande spolvero ha ha crossato per Sane ma il tiro di testa è stato bloccato dal portiere rossonero. Sane però si è rifatto tre minuti più tardi, al 55’, solo in area di rigore, si è bevuto Di Pasquale saltandolo ed ha scaraventato il tiro in rete trafiggendo Alastra. Al 59’ il Foggia ha accorciato le distanze dal dischetto per fallo subito da Garofalo. Lo stesso ex capitano rossonero ci ha provato con un tiro terminato alto sopra la traversa al sessantacinquesimo. Al settantunesimo il Foggia ha trovato la conclusione con Vitali, ma senza inquadrare lo specchio della porta. Quasi gloria anche per Ferrante ma il suo tiro è stato velleitario, cinque minuti dopo la conclusione del suo compagno di squadra. Sei i minuti di recupero che sono stati concessi che non hanno cambiato le sorti di un match che avrebbe dovuto prendere un’altra piega secondo le aspettative dei tifosi e del presidente stesso, Nicola Canonico, il quale tramite la società ha deciso di sollevare dall’incarico il diesse Peppino Pavone.

LA VOCE DEL TECNICO – Al termine dell’ottava sconfitta stagionale, la sesta allo Zaccheria’ il tecnico Zdenek Zeman ci ha messo la faccia e detto la sua, come si evince anche dai canali ufficiali della società Calcio Foggia 1920. Le dichiarazioni del tecnico in merito all’analisi della gara: “Nella ripresa c’è stata una reazione ma complessivamente non abbiamo giocato da squadra come hanno fatto loro. Quando inserisci nuovi giocatori non è facile metterli subito nella migliore condizione. Nicoletti spero resti, anche se il ragazzo ha la volontà di giocare in B, vedremo”. Zeman, un po’ amaro su delle mancanze: “In panchina avevo tre che non potevano giocare e Gallo non è regista, ma ha giocato per emergenza, e questa non è organizzazione. Vediamo se riusciamo a recuperare chi sta fuori e la società riesce a rinforzarsi”. Un Zeman che non le ha mandate a dire, e chissà, non avremo mai la contro risposta che dietro l’esonero del diesse c’è un rapporto che si è consumato forse da inizio stagione con lo storico diesse Peppino Pavone. Un nome per il prossimo diesse ce lo avremmo, ma ne stiamo verificando l’attendibilità.  (Ph. Calcio Foggia).

M.I.

 

 

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