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U’ Vulesce di Cerignola, Didonna: “Riaprire a queste condizioni è un suicidio”

“Riaprire a queste condizioni è un suicidio”: lo dice al Quotidiano Rosario Didonna, proprietario dello storico e noto ristorante U’ Vulesce di Cerignola, tappa della buona cucina.

Didonna, il suo, pur rinomato, è un ristorante dalle piccole dimensioni riguardo ai metri quadrati. Che fare?

“Se non si cambia, e qui accade che ogni due giorni arriva una notizia nuova, la proporzione di un commensale per 4 metri quadrati è follia pura. Io mi vedrei obbligato a ridurre il locale da trentacinque trentotto coperti a nove. Sarebbe del tutto anti economico e allora meglio non aprire e darsi al catering. So che altri colleghi che ho contattato in tutta Italia la pensano alla stessa maniera. Io, durante la pandemia, mi sono salvato grazie alla salumeria che ha continuato la sua attività, altri sono invece alla disperazione e contrariamente a quello che si crede, i margini di guadagno del ristoratore sono bassi”.

Che cosa chiedete al governo?

“Prima di tutto chiarezza che manca, poi aiuti concreti, non abbiamo visto nulla e le spese vanno come i fitti, le utenze, il personale”.

Divisorio tra commensali?

“Una sciocchezza. Solo persone astratte dal mondo reale possono avere questa idea. Questi virologi che sicuramente sono persona serie, vivono in un pianeta diverso. Noi Ambasciatori del Gusto abbiamo gratuitamente proposto al governo e al comitato degli esperti, l’ausilio di qualche nostro addetto ai lavori, persone affermate come Cracco, non ultimi arrivati. Hanno rifiutato. Insomma, in questo comitato di esperti ci sono tutti, meno gli addetti ai lavori, che sono stati cortesemente respinti”.

Che scenario si prospetta?

“Poco rassicurante. E non creda, comunque vadano le cose, che dal primo giorno di riaperture la gente tornerà al ristorante. Occorrerà tempo. Chi potrà reggere?”.

Bruno Volpe

 

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