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Trattori in piazza e al porto di Manfredonia, sindacati in panne

Miano (Cia) sulla protesta: “Documento unico verso Roma”

Trattori e agricoltori in piazza, ieri al porto di Manfredonia hanno prelevato un “campione” di grano di provenienza greca. Nel susseguirsi di avvenimenti convulsi in Capitanata, abbiamo chiesto di tracciare il quadro ad Angelo Miano, presidente di Cia Foggia.

Vi è sfuggita dalle mani la protesta?

“Abbiamo dato la nostra disponibilità a chi ci ha interpellato come confederazione”.

L’iniziativa al porto di Manfredonia è stata un colpo di testa?

“Hanno prelevato un campione di grano da far analizzare, non so quanto possa servire”.

Una decisione che ha preso chi protesta?

“Sì, i presidi sono tanti, quello di Lucera è fisso”.

Non finisce per ora?

“Non credo, sono passati 16 giorni, se non hanno risposte non rimettono i trattori in garage”.

Hanno ragione?

“Va difeso il grano italiano e la tracciabilità. Tutti ne parlano ma nessuno lo fa. È il produttore che deve tracciare, non lo stoccatore. Doveva partire a livello nazionale a gennaio 2024, ma è stata rimandata. La globalizzazione a regole differenziate fa arrivare il prodotto cerealicolo a prezzo inferiore, con danno per il nostro prodotto”.

Chi è il vostro nemico?

“L’Europa che non ci difende, che ci chiede di abbandonare i campi. Il 4% lo abbiamo già lasciato vuoto, il piano colture lo abbiamo già fatto, inutile promettere adesso cose provvisorie”.

Voi come sindacati questa protesta la state subendo?

“Abbiamo detto a chi protesa in piazza di portarci un unico documento stilato da presentare in Europa come Coldiretti, Confagricoltura, Cia”.

Non ci sono le vostre bandiere…

“No, ma penso che i trattori e gli agricoltori in piazza sono tanti. Possibile che qualcuno segua quello che ha deciso la propria organizzazione e chi non l’ha fatto, né lo farà. Si stanno organizzando verso Roma. Noi abbiamo i nostri rappresentanti a Roma e a Bruxelles”.

Ci sono tanti sindaci con gli agricoltori…

“Lo so, bene, come i parlamentari del territorio. Ma dovrebbero ascoltare a livello nazionale, dire che ‘sposano’ la protesta e si impegneranno”.

Chi dovrebbe?

“Il ministro Lollobrigida dovrebbe interloquire con loro, scendere in campo”.

Per le europee avete un nome da proporre?

“Non dobbiamo scegliere noi. Si vota a giugno e certamente non sceglieremo un radicale dell’ecologia. I veri ecologisti siano noi, i terreni non coltivati subiscono incendi, frane, siamo noi che li teniamo vivi. Sono 4 milioni e mezzo in Italia le persone che lavorano nel settore agricolo fra dipendenti e imprenditori. Noi non emettiamo C02, l’assorbiamo. Come Cia dal 2019 parliamo di Pac da rifare, parliamo di un’Europa ostile che così fa morire l’agricoltura. Non ci hanno ascoltato quando la Pc è stata firmata. Quel testo deve essere smontato e rifatto da zero”.

Paola Lucino


Pubblicato il 6 Febbraio 2024

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