Cronaca

Trasformare le residenze in laboratori permanenti tra arte e artigianato

Il progetto del Comune di Rocchetta Sant’Antonio

Trasformare le residenze dedicate alla creatività in vere e proprie botteghe-scuola permanenti capaci di accogliere artigiani e creativi – giovani, donne e uomini di ogni età – pronti a trasmettere ai ragazzi l’arte di modellare e trasformare la materia: partendo da ceramica, mosaico e pittura e privilegiando soprattutto l’utilizzo delle risorse offerte dal territorio. È questo l’obiettivo della seconda fase del progetto “100 artisti per 100 giorni”, il programma di residenze promosso dal Comune di Rocchetta Sant’Antonio e arrivato ormai alla sua seconda edizione. A inaugurare questo nuovo percorso saranno ancora una volta due protagoniste internazionali, Magdalena Kracík Štorkánová proveniente dalla Repubblica Ceca e Petra Domcikova dalla Svizzera. A completare il gruppo anche due giovanissime stagiste impegnate nella loro prima esperienza italiana.

Magdalena Kracík Štorkánová aveva già preso parte alla prima edizione dell’iniziativa e ha scelto di tornare a Rocchetta Sant’Antonio dopo l’esperienza vissuta durante la primavera del 2025. Il progetto promosso dall’amministrazione comunale prende il nome di “Borgo d’Arte” ed è sostenuto attraverso le risorse del Pnrr Borghi, insieme ad altre attività avviate negli ultimi anni. La finalità di questa nuova residenza è sperimentare laboratori formativi che possano diventare il nucleo di future botteghe-scuola dedicate alla formazione dei giovani nei mestieri dell’artigianato, soprattutto artistico, con l’intento di salvaguardare le professioni tradizionali, favorire il ricambio generazionale e mettere in relazione formazione e impresa.

Nei comuni delle aree interne, infatti, resta molto alta la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano. Molti possiedono capacità manuali e creative che però restano inespresse, mentre il sistema tradizionale di orientamento continua spesso a indirizzarli verso percorsi già saturi, alimentando per decenni quella che il sindaco definisce una “fuga istruita”, convincendo i ragazzi che il successo sia lontano dai piccoli centri e trascurando invece il valore dei mestieri e dei saperi tradizionali. Secondo l’amministrazione comunale, questi giovani non sono privi di talento, ma di opportunità e strumenti capaci di aiutarli a vedere il borgo non come un luogo da abbandonare, bensì come uno spazio in cui costruire il proprio futuro.

L’orientamento, secondo il sindaco Pompeo Circello, non deve soltanto suggerire “cosa studiare”, ma anche “come restare”. “Serve una formazione che insegni ai giovani a diventare imprenditori di sé stessi: abbiamo ospitato un corso di due giorni dedicato all’autoimprenditorialità, tenuto dal dottor Gerardo Fascia, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a trasformare un’idea in un progetto concreto e strutturato.

Altre giornate formative sono state invece dedicate alla valorizzazione del territorio, affrontando temi come il turismo lento, i nuovi modelli di viaggio, la collaborazione tra realtà locali e la costruzione di esperienze e itinerari”. Proprio per questo diventa fondamentale investire nella creazione di botteghe-scuola di comunità attraverso partenariati tra enti del terzo settore, Comune e organismi di formazione accreditati, utilizzando anche immobili comunali destinati a diventare laboratori condivisi. “E lo facciamo ancora una volta attraverso l’arte perché è uno strumento inclusivo. I laboratori diventano così un atto concreto di politica territoriale. Non stiamo soltanto insegnando a qualcuno come modellare la ceramica, ma stiamo creando le condizioni affinché quel giovane possa avviare un’attività e diventare a sua volta un presidio contro lo spopolamento”.

 


Pubblicato il 16 Maggio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio