Cronaca

Torremaggiore, lavori per le acque piovane paralizzano corso Matteotti: attività in crisi

“Perdite fino al 70%, così si uccide il commercio”

I commercianti di corso Matteotti lanciano un grido d’allarme sulla situazione ormai insostenibile legata ai lavori di riqualificazione urbana che da mesi – e in alcuni tratti da oltre un anno e mezzo – stanno paralizzando la principale arteria commerciale di Torremaggiore. I lavori, che prevedono la rimozione del basolato, interventi sul sottosuolo per la regimentazione delle acque piovane, la successiva ricomposizione e il riposizionamento manuale delle basole, procedono con preoccupante lentezza, riferiscono i titolari delle attività commerciali che insistono sul corso, oltre 60, riuniti in un comitato spontaneo per affrontare insieme le difficoltà causate dal cantiere. Da qualche giorno il fronte dei lavori è stato raddoppiato e il corso è diventato impercorribile sia nella parte finale che in quella iniziale, nei pressi del centro storico, con ulteriori criticità.

Nel frattempo il danno economico per le attività è pesantissimo: si registrano cali di fatturato fino al 70%, con intere giornate senza clienti e forniture difficili da evadere per l’impossibilità, in molti casi, perfino di raggiungere i negozi. A peggiorare il quadro è l’inaccessibilità di ampie porzioni del corso, sia per le automobili sia per i pedoni. Famiglie, anziani, persone con passeggini o difficoltà motorie incontrano ostacoli nel transito. Anche i servizi essenziali potrebbero risentirne, con timori legati perfino all’accesso dei mezzi di soccorso. A pochi giorni dalle festività pasquali e in vista della tradizionale Festa della Madonna della Fontana, momenti decisivi per l’economia locale, i commercianti parlano di una situazione paradossale: eventi e flussi di persone sono stati di fatto deviati altrove, lasciando corso Matteotti isolato e le attività senza opportunità di lavoro proprio nel periodo più importante dell’anno.

“Non siamo contrari ai lavori pubblici, di cui comprendiamo l’utilità – dichiarano i commercianti – ma chiediamo rispetto. Non si può aprire un cantiere e lasciarlo fermo per mesi senza una gestione efficiente. Così si distrugge il tessuto economico di Torremaggiore. C’è un pezzo di città che si sta lentamente spegnendo. Corso Matteotti è il cuore commerciale e sociale della comunità, oggi trasformato in un cantiere interminabile che sta soffocando decine di attività e con esse il futuro di intere famiglie. È un intervento necessario, ma con tempi incompatibili con la sopravvivenza di chi vive di commercio». Il risultato, aggiungono, è evidente: negozi isolati, irraggiungibili, invisibili. «Non si passa in auto, non si passa a piedi, non si passa più”.

I commercianti segnalano inoltre l’assenza di informazioni chiare sulle tempistiche reali, promesse di conclusione – come quella del 30 marzo – considerate ormai irrealistiche, una diffusa percezione di scarso coordinamento e il rischio concreto di non rispettare le scadenze legate ai fondi pubblici, con possibili conseguenze per l’intera comunità. Alla crisi in atto si aggiunge una minaccia ulteriore: l’aumento dei costi energetici legato allo scenario internazionale. «La guerra in Iran sta già producendo rincari significativi su luce e gas, con effetti diretti sulle imprese italiane e aumenti stimati fino a miliardi di euro complessivi nel 2026. Anche per famiglie e attività sono previsti incrementi delle bollette, con un ulteriore aggravio sui costi fissi. E qui sta il punto più drammatico: mentre le spese aumentano, le entrate crollano. I costi sono fissi, le bollette arrivano, gli affitti arrivano, le scadenze arrivano. Ma i clienti no. E senza clienti siamo destinati al tracollo».

Per questo i commercianti chiariscono con forza la loro posizione: “Non chiediamo elemosine, né bonus o indennizzi tampone. Nemmeno l’esenzione della Tari concessa dal Comune può rappresentare una risposta concreta. Chiediamo semplicemente di essere messi nelle condizioni di lavorare”. E concludono: “Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare. Se la situazione non cambia in tempi rapidi, molte attività rischiano la chiusura definitiva, con un danno irreversibile per tutta Torremaggiore”. Il comitato si riserva ulteriori iniziative per tutelare i propri diritti e richiama l’attenzione delle istituzioni competenti affinché intervengano con urgenza.

 


Pubblicato il 26 Marzo 2026

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