Tommaso Pasqua: “Con Decaro una fase nuova, sorprenderà per le sue scelte”
Da dirigente del Pd commenta i sondaggi e le ultime mosse politiche
“Ha ragione Decaro, le elezioni si vincono quando è stata scrutinata l’ultima scheda. Nulla è scontato”. Tommaso Pasqua commenta, sulla scia del candidato presidente alla Regione Puglia, i sondaggi sull’esito del voto regionale del 23-24 novembre. In netto vantaggio su Lobuono l’ex sindaco di Bari, il Pd risulterebbe il primo partito. Tommaso Pasqua è componente della direzione provinciale del Pd, già assessore e consigliere nel comune di Apricena, nonché segretario cittadino del paese garganico.
Ti è capitato di essere deluso all’ultimo momento sul voto?
Succede, nelle elezioni come nella politica.
In queste regionali il centrosinistra va sul velluto, come si dice?
Ci sono due fattori da considerare. Il primo è che il governo precedente a guida Emiliano-Piemontese ha governato bene, questo è determinante; il secondo è che la proposta del centrosinistra con Decaro presidente è più forte rispetto a quella del centrodestra, che ha trovato un candidato all’ultimo minuto. E aggiungo: fuori dai partiti perché questi sondaggi ce li hanno pure loro. Sono sondaggi fatti durante la campagna elettorale, importanti. I cittadini premiano il lavoro fatto prima. Questi fattori danno la fotografia emersa dal sondaggio.
Decaro da tempo sta costruendo la sua corsa verso le regionali?
Decaro ha sciolto il nodo poco fa perché lui stesso ha valutato fino alla fine.
Non era melina?
No. Il sondaggio è frutto del lavoro della giunta, per noi della Capitanata del lavoro Piemontese.
Il presidente tende a superare il Pd, un cortocircuito che abbiamo già visto in alcune fasi acute della politica regionale. Possibile?
C’è una grande sintonia fra presidente e partiti. La politica è anche il luogo del confronto, anche se talvolta non andrebbe fatto sui social ma nelle stanze opportune. Però il confronto è una cosa, la divisione è un’altra.
La polemica Emiliano-Decaro è stata pretestuosa, una forma ulteriore di pubblicità?
È una dialettica naturale fra un presidente entrante e uno uscente. C’è anche una componente direi “antropologica”, sono persone diverse, con approcci e stili diversi. Chiaro che se c’è una dialettica, anche pesante, è comunque meglio del vuoto.
Ma come si è convinto Emiliano a non candidarsi?
Ha preso atto che la coalizione voleva procedere con Decaro, è un uomo di partito a cui è stato chiesto di fare un passo indietro e l’ha fatto. Funziona così, c’è anche una pedagogia dei partiti…
Avrà avuto una prospettiva diversa?
Se c’è lo sanno i livelli altissimi. Apprezzabile il passo di lato che ha sbloccato la situazione, un bel segnale di cui bisogna prendere atto. La situazione poteva rimanere ingessata, quindi gli va riconosciuta questa capacità. Ha capito il momento.
Con Vendola è stato più tenero il candidato presidente?
Non avrebbe dovuto porla la questione perché non puoi decidere a casa di un altro partito. Lui l’ha fatto perché se un domani, a elezioni vinte, ci sarà una dialettica spinta fra lui e i presidenti uscenti comunque “l’aveva detto prima”. Questo il senso.
Boccia ha detto che ci saranno delle conseguenze per chi si è candidato nelle civiche non avendo trovato posto nel Pd
In campagna elettorale cosa deve dire? Per Boccia è un invito a votare il Pd, quello che succederà lo si vedrà dopo. Per come è il sistema elettorale, quasi un proporzionale, noi del Pd dobbiamo dire di votare per noi. Riguardo ai candidati nella lista del presidente, nel post regionali si faranno le valutazioni. Ora bisogna far vincere Decaro.
Il civismo ha fatto il suo tempo in Puglia?
Il civismo è come il sesso degli angeli, non c’è una definizione chiara e certa, ci sono singole personalità che provengono dalla società civile o da altri partiti… Ma a Foggia dov’è la sede del civismo? A Bari dov’è questo civismo che si candida alle regionali? Sono delle liste a sostegno del presidente che portano un contributo di voti e di pensiero, nessuno mette in dubbio questo. Il civismo in Puglia sta provando a strutturarsi e non è male, ma parlarne come un luogo del pensiero… ci sono liste che fanno bene alla politica, si trovano anche nel centrodestra.
Pd primo partito alle regionali?
Sarà il primo rispetto a tutte le liste presenti, non solo nel centrosinistra.
Nemmeno la somma dei civismi più del Pd?
No.
Piemontese al terzo mandato è più forte o più debole?
Più forte, ha lavorato benissimo e lo si vede nel modo in cui sta affrontando questa campagna elettorale. È il Pil, il valore aggiunto che ha questa provincia. Ha dinamismo amministrativo, una presenza sui territori e una visione che altri non hanno. Prenderà voti in tuti i 61 Comuni.
Come sono cambiate le regionali dal 2020, a parte che eravamo in emergenza Covid?
C’è una disaffezione generale dei cittadini, un astensionismo che preoccupa. E poi c’è l’idea che siccome il centrosinistra ha già vinto è inutile andare a votare. Ma questo è sbagliato, bisogna andare per riprendere in mano il valore della partecipazione. Va detto che i cittadini sono molto distratti da necessità materiali, lavoro, casa, dopo possono occuparsi anche di questo.
C’è uno spopolamento della Capitanata che pare inarrestabile, ciò influisce anche sul numero dei consiglieri regionali per la Capitanata
La demografia è una scienza esatta e questo problema non sarà la Regione a poterlo risolvere. Io spero che arriveremo a 8 consiglieri con i resti
Contributo per la casa alle coppie giovani, dice Decaro. Populismo?
Sono misure praticabilissime che si devono portare avanti altrimenti ci troviamo di fronte a una popolazione giovane che lascia questa terra, e non è giusto. Inoltre sono già state praticate, a livello regionale, nei piani sociali di zona. Mi auguro che si riesca ad ampliare le misure in meglio.
Cosa chiederesti in più al tuo partito in tema di programmi?
Da noi la campagna elettorale è ben impostata: agricoltura, sviluppo, sicurezza e le chance che abbiamo con le infrastrutture che la Regione può creare. Oggi c’è una nuova impostazione e una nuova idea di Puglia. La fase del Pnrr che è appena finita, quella dei fondi di coesione e sviluppo che è partita. È una fase che sarà nuova anche per le decisioni di Decaro, sorprenderà per le decisioni che andrà a prendere.
Quali?
Il suo slogan è “Tutta la Puglia”, credo che avrà un’attenzione maggiore sulle aree interne, sulle aree fragili perché quello che puoi programmare per Bari non è quello che puoi programmare sui Monti Dauni. Lui continuerà sulla scia di Emiliano nell’idea di stare vicino ai corpi territoriali fragili perché è l’unico modo di far camminare insieme tutta la Puglia
La sorpresa qual è?
A leggere dall’esterno, non sto nella sua testa, potrei pensare alla sua totale attenzione ai territori fragili, oppure alle aree costiere che vivono intensamente solo tre mesi all’anno.
Cosa poteva essere fatto meglio in passato?
Tanto è stato fatto ma non bisogna distrarsi. Dobbiamo fare meglio sulla mobilità, unire di più e meglio i territori, potenziare il sistema di trasporti su ferro e gomma. Lo fai mettendo più soldi. In questo Decaro, essendo anche ingegnere ai trasporti, vedrete che avrà grande attenzione.
Paola Lucino
Pubblicato il 7 Novembre 2025



