Teleassistenza per 100 anziani non autosufficienti dei Monti Dauni
Presentato il progetto di assistenza domiciliare integrata nell’Ambito sociale di Troia

Teleassistenza per 100 anziani non autosufficienti dei Monti Dauni. Presentato a Troia il progetto di assistenza domiciliare integrata finanziato dal Pnrr. “Di fronte a iniziative come questa serve un patto sociale tra tutti i soggetti che operano nell’assistenza alle persone fragili: più il patto sarà forte più sarà efficace il risultato. Stiamo lavorando in tutta la Puglia per costruire un welfare di comunità in cui ogni attore contribuisca alla cura dei più deboli”. Così l’assessore regionale alle Politiche sociali e vicepresidente della Regione Puglia, Cristian Casili, è intervenuto in video collegamento al convegno “Oltre le distanze – PNRRinnovare la cura”, dedicato al progetto di assistenza domiciliare integrata per 100 anziani non autosufficienti dei Monti Dauni residenti nei comuni dell’Ambito territoriale sociale di Troia. L’iniziativa, finanziata con fondi Pnrr e già avviata, proseguirà fino a giugno ed è stata realizzata dall’Ambito di Troia con il coinvolgimento del Consorzio Opus e del Consorzio di Libere Imprese.
Il progetto, presentato nell’aula consiliare del Comune di Troia – capofila dell’Ambito e sede dell’Ufficio di Piano – utilizza un approccio integrato che combina assistenza domiciliare con operatori socio-sanitari e caregiver familiari, tecnologie di monitoraggio e sistemi di teleassistenza e telemedicina sperimentale. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e sociali nelle aree interne, spesso caratterizzate da carenza di servizi e medici di base. “L’iniziativa sta riscuotendo grande interesse sul territorio – ha spiegato Daniela Intiso, responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito di Troia – tanto che circa un altro centinaio di anziani è già in lista di attesa. Il progetto si basa su percorsi personalizzati definiti anche con il supporto dell’Unità di valutazione multidimensionale”.
“Il nostro supporto – ha spiegato Eugenio Magaldi, amministratore unico di Magaldi Innova Srl, partner tecnico di ‘Domus Serenity’, ovvero l’intervento di teleassistenza e avvicinamento alla telemedicina incluso nel progetto – consiste nella possibilità di seguire da una centrale operativa gli anziani beneficiari fornendo loro a domicilio due set di dispositivi: uno, composto da bilancia, saturimetro, sfigmometro e termometro, è legato alla gestione del monitoraggio clinico dei parametri vitali; l’altro, invece, è composto da sensori di domotica che inviano alla centrale allarmi di pericolo rispetto a eventuali fughe di gas, presenza di fumi, intrusioni e allagamenti in casa. C’è pure un orologio con sim che il beneficiario porta con sé anche al di fuori del proprio domicilio e con il quale si possono inviare sos in ogni momento. La centrale operativa – ha dettagliato Magaldi – possiede i protocolli di gestione di tutte le informazioni inviate da questi dispositivi e organizza le sessioni di teleassistenza e teleconforto ai beneficiari. In centrale c’è anche una cartella digitale elettronica che non solo storicizza tutte le informazioni quotidiane rilevate sullo stato di salute degli assistiti ma evidenzia anche i dati più significativi per la presa in carico del fabbisogno di cui il beneficiario necessita nel proprio domicilio”.
Dal canto suo, la consigliera regionale Rosa Barone, già assessora regionale al Welfare, ha definito l’iniziativa “il futuro delle politiche socio-assistenziali e il modello pilota da seguire su tutti i territori pugliesi: la teleassistenza e la telemedicina permettono l’erogazione di servizi altrimenti non erogabili in territori isolati, permettono agli anziani di poter continuare a vivere ed essere curati tra le mura domestiche, al contempo alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere del territorio. Per questo – ha annunciato Barone – mi impegnerò a portare in Commissione regionale Sanità la necessità di affiancare, con un protocollo d’intesa risolutivo, l’aspetto sociale a quello prettamente medico-sanitario in simili progetti”.
Nelle linee del Pnrr con cui è stato finanziato il progetto dell’Ambito di Troia, infatti, non è previsto il coinvolgimento diretto dei medici di famiglia. Un limite (superato solo in alcuni casi con il contributo volontario di alcuni dottori prestatisi per la telemedicina) che nell’occasione è stato sottolineato da più parti e tema sul quale è stato chiesto a più riprese il sostegno integrativo della Regione Puglia.
Alla conferenza hanno partecipato anche il direttore del Distretto Asl Troia-Accadia Vincenzo Colapietro e numerosi sindaci dei comuni dell’Area interna Monti Dauni. “I nostri borghi – ha sottolineato il sindaco di Troia Francesco Caserta – soffrono non solo lo spopolamento dei giovani ma anche la partenza di molti anziani che si trasferiscono vicino ai familiari a causa della mancanza di servizi. Un progetto come questo può contribuire a invertire la tendenza e a migliorare la qualità della vita nei nostri territori”. Sulla stessa linea l’assessora comunale Dina Di Giulio, che ha evidenziato come la tecnologia possa aiutare gli anziani non autosufficienti a mantenere la propria autonomia, vivendo in case più sicure e con la certezza di poter ricevere assistenza in ogni momento.
Pubblicato il 13 Marzo 2026



