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Superamento dei ghetti in Capitanata, il Pnrr c’è ma non si muove

Flai Cgil: “I Comuni vanno a rilento, il count-down avanza. Lettera alla Prefettura”

“L’attuazione del Pnrr per il superamento degli insediamenti abusivi in Capitanata non sta andando bene. Abbiamo chiesto alla Prefettura, con una lettera, di sollecitare i Comuni per la presentazione di progetti e per capire qual è l’idea complessiva che si ha per raggiungere gli obiettivi previsti dal piano”. Angelo Tarantella è il segretario generale della Flai Cgil di Foggia. “Siamo molto arrabbiati perché non abbiamo avuto nessuna convocazione dalla Prefettura, dalla perché il count-down avanza e rischiamo di perdere quelle risorse per il territorio entro il 2026”.

 

Le ultime notizie sul Pnrr per superare i ghetti risalgono a un anno fa, quando venne stretto un accordo fra i Comuni della Capitanata, la Regione Puglia e il Politecnico di Bari ognuno sulla base delle proprie competenze. Le risorse a disposizione per i Comuni, ricorda il segretario Flai, sono 100 milioni di euro. La fetta più cospicua riguarda Manfredonia (con 54 milioni di euro), territorio in cui ricade Borgo Mezzanone, ma in parte anche Foggia, per quel che attiene al recupero o realizzazione di immobili (senza oneri per l’ente) a Segezia, Borgo Cervaro, Incoronata. Fra i Comuni anche Cerignola, San Severo, alcuni centri dei Monti Dauni.

 

Gli interventi previsti sono per il 70% infrastrutturali, il resto riguarda i servizi, l’inclusione, l’intermediazione. Il progetto prevede anche l’installazione di moduli abitativi in aree rurali in prossimità ai luoghi di lavoro dei braccianti agricoli. “Vorremmo avere contezza di quanto sta avvenendo nei singoli Comuni, se sono all’opera i tecnici per i progetti perché il ruolo del Politecnico di Bari, nell’accordo, è quello di fornire un’idea diffusa, di supporto- aggiunge il segretario Flai-. Per questo abbiamo interessato formalmente e informalmente la Prefettura”.

 

Vediamo i termini dell’accordo come venne comunicato dal Comune di Manfredonia, oggi commissariato, a marzo dello scorso anno. Il Politecnico di Bari si “impegna a supportare, anche attraverso eventuale stipula di specifici accordi attuativi, le attività attraverso la conoscenza e l’interpretazione del fenomeno degli insediamenti abusivi in agricoltura, e mediante elaborazioni o studi di fattibilità, sia sotto il profilo insediativo che quello socio-culturale volti a favorire l’inclusione e l’inserimento sociale dei lavoratori”.

 

Il Comune di Manfredonia, invece, nella sua qualità di soggetto attuatore destinatario delle risorse, ovvero, responsabile dell’avvio, dell’attuazione e della funzionalità dell’intervento finanziato dal Pnrr, “si impegna ad attuare gli interventi del Piano di Azione Locale sino alla rendicontazione finale del finanziamento secondo le modalità stabilite dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

 

La Regione Puglia – con riferimento al territorio foggiano- proprietaria degli immobili siti in Borgo Incoronata, Borgo Cervaro e Borgo Segezia, “si impegna a contribuire al reperimento delle risorse necessarie alla gestione dei nuovi insediamenti, ivi compresa la successiva gestione manutentiva dei manufatti che si vanno a realizzare o a recuperare anche attraverso i propri enti all’occorrenza istituiti”.

 

Circa l’aspetto culturale e di intermediazione, Domenico La Marca, presidente della cooperativa Arcobaleno e responsabile del centro interculturale BaoBab di Foggia, ci fa sapere: “La scorsa settimana le associazioni impegnate nel terzo settore sono state convocate dal consiglio territoriale della Prefettura al tavolo di progettazione esecutiva del Pnrr. Com’è noto, il pianp riguarda per il 70% le infrastrutture, per il resto c’è da svolgere un lavoro culturale e di mediazione. La Prefettura assume un ruolo di coordinamento con l’istituzione di tavoli specifici e di percorsi di formazione sia per operatori che per funzionari. Mi auguro che anche i singoli Comuni non vogliano decidere da soli come muoversi ma abbiano intenzione di coinvolgere le parti sociali, le associazioni, la rappresentanza di chi vive in questi ghetti”. Il prossimo appuntamento è da fissare mentre si attende di capire cosa si muova per il superamento degli insediamenti abusivi.

 

Paola Lucino

 

 

 

 

 

 

 


Pubblicato il 16 Marzo 2024

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