Cronaca

Successo per il saggio del prefetto di Napoli sulla libertà religiosa durante la pandemia

Candela. Una serata interessante, piacevole e ricca di spunti

Una serata interessante, piacevole, ricca di spunti, di senso di appartenenza ad uno Stato che ha funzionato nel momento di maggior bisogno e che ha saputo includere le comunità di fede nella società civile, per favorire percorsi di dialogo e di confronto.

La presentazione, a Candela, di ‘Libertà religiosa e Pandemia’, un intelligente e meticoloso saggio di Michele Di Bari, attuale prefetto di Napoli, è diventata un dialogo all’apparenza tecnico, ma in realtà accessibile davvero a tutti gli intervenuti, che hanno mostrato un grande apprezzamento per l’organizzazione e per l’argomento.

 

Di Bari è stato indiscusso protagonista del terzo incontro con l’autore del progetto ‘Candela Città che Legge’, finanziato dal Centro per il libro e la lettura, come ben spiegato da Donata Melchionna, consigliera comunale delegata alla cultura, tra i promotori del progetto che sta riempiendo palazzo Padula, nella cittadina dei Monti Dauni.

 

Un’articolata disamina della ricerca di equilibrio tra l’esercizio della libertà religiosa e le misure adottate per la tutela della salute pubblica durante l’emergenza Covid. Un saggio che è frutto di un grande connubio tra il rispetto delle normative, dell’emergenza che ha segnato le vite degli italiani e della libertà di culto, un diritto universale che risultava affievolito se non proprio compresso a causa delle restrizioni imposte precauzionalmente per salvaguardare la vita delle persone.

 

Interessanti ed efficaci gli interventi nell’incontro, moderato dal giornalista Piero Russo: particolarmente appassionato si è mostrato Nicola Gatta, attuale sindaco di Candela e presidente della Provincia ai tempi della pandemia, un’emergenza che si trovò a fronteggiare tra un DPCM e l’altro, provvedimenti a pioggia che andavano applicati e soprattutto interpretati. Il suo fu un ruolo certamente non facile, come quello di Mons. Fabio Ciollaro, attuale arcivescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano ma che ai tempi del Covid si trovò a coordinare la diocesi di Brindisi e ci riuscì egregiamente proprio grazie alla collaborazione con il prefetto Di Bari, in quel periodo commissario capo del dipartimento immigrazione e libertà civili del ministero dell’interno, nonché presidente del comitato opere strategiche.

 

Importante anche la testimonianza di padre Michele Centola, parroco di Candela, che come tutti i sacerdoti fece da tramite tra istituzioni e fedeli, oltre ad essere una guida spirituale per il paese in un momento in cui la fede fu seriamente messa in discussione.

 

Se Einstein diceva che “la crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni perché porta progressi”, questo principio è sicuramente presente nel saggio di Di Bari, che partendo dagli articoli 7 e 8 della Costituzione, ha descritto in maniera efficace quella ‘sana cooperatio’ tra Stato e Chiesa, che ha portato i suoi frutti non solo in campo religioso, ma si è rivelata la cartina al tornasole di tutte le libertà. Un ‘ecumenismo dei diritti’ a cui il prefetto di Napoli si è ispirato e che ha fatto da cornice ad una pubblicazione che certamente sarebbe importante divulgare nelle scuole, perché il difficile periodo della pandemia sia da insegnamento per tutto ciò che potrebbe verificarsi negli anni a venire.


Pubblicato il 28 Febbraio 2024

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