Primo Piano

Stazione di posta a Ordona Sud, la maggioranza punta al cambio di destinazione

Angiola: “Buttano la palla in tribuna”. Proteste dei residenti in aula

In aula consiliare ieri si sono presentati i residenti del quartiere Ordona sud che si oppongono alla costruzione della stazione di posta nell’ex scuola Arpi. Era tra i punti all’ordine del giorno la mozione consiliare per il mantenimento dell’interesse alla realizzazione dell’opera avversata dai cittadini. I lavori sono cominciati e l’ex asilo è stato demolito. La struttura per le persone in condizione di “deprivazione materiale, di marginalità anche estrema e senza dimora” decolla fra lo stupore e la rabbia di chi immagina un nuovo quartiere Ferrovia, con i problemi annessi.

Le proteste dei residenti, che hanno raccolto firme contrarie al sorgere del centro, hanno cambiato la prospettiva del consiglio. In agenda era fissata anche la discussione di chi, come Pasquale Rignanese, chiedeva di fermare il cantiere e di delocalizzare la stazione di posta “salvaguardando i finanziamenti europei, il quartiere Ordona Sud e i contenziosi con l’impresa”. Il consigliere di FI ritiene che, in base alle linee guida del Ministero, ci siano le condizioni per farlo.

Dunque la maggioranza si è ricompattata intorno a un emendamento che si ripropone il cambio di destinazione d’uso, previa autorizzazione del Ministero. Ispiratore dell’emendamento è stato il consigliere del M5S Giovanni Quarato, che è stato netto: “Non si può delocalizzare, ma si può fare una proposta per la variazione di destinazione d’uso. Interrompere i lavori oggi può avere conseguenze erariali pesanti per la comunità. Ci impegniamo a cambiare la destinazione d’uso per una struttura sociale di altro tipo”.

Fra le possibilità un “Dopo di noi”, che prevede un programma di tutela per le persone con disabilità prive del sostegno familiare. Da considerare che la struttura dove dovrebbe sorgere la stazione di posta è la stessa in cui è collocata attualmente l’associazione Anffas in via Michele Di Gioia. “Se il Ministero non ci dà l’ok per la variazione, si può fare qualcosa di diverso anche con fondi comunali”.

Italo Pontone (Pd) ha ricordato che di quest’opera si discute da un anno. “Diciamo che non era giusta la location per un servizio che non riguarda solo gli extracomunitari ma chi vive in povertà”. Ha evidenziato la necessità di intervenire laddove hanno operato i commissari: “Noi conosciamo Foggia, siamo tutti figli di Foggia e possiamo trasformare questo luogo in una struttura sociale e sanitaria”. Poi ha rassicurato gli astanti: “Ci sarà un’unica risposta in questa seduta”.

Dubbioso Nunzio Angiola sulla riconversione, che ha interpellato la responsabile del procedimento, ossia la dirigente Irene Licari. “Chiedo: questo emendamento sta in piedi oppure no?”. Presente in aula, ha risposto la dirigente del servizio avvocatura Maria Teresa Antonucci. “Confermo – ha detto – che i lavori devono procedere, ci sarà un’interlocuzione con il Ministero ma i lavori devono procedere, questo è indispensabile”.

Al momento del voto all’emendamento la minoranza ha abbandonato l’aula; è passato con 21 voti favorevoli. La mozione di Pasquale Rignanese – che ha sottolineato come la presenza dei cittadini avesse mandato in frantumi la maggioranza – ha ottenuto 7 voti favorevoli e 21 contrari.

Ci sono stati, inoltre, alcuni tentativi di rassicurazione dei cittadini circa la natura del servizio. Pasquale Ciruolo ha spiegato come funzionano gli accessi: “Non sono liberi, chi entra viene sottoposto a un nucleo di valutazione per elaborare un progetto singolo”. Sul tasto delle “responsabilità” ha premuto Claudio Amorese, capogruppo di FdI. Ha tracciato una breve cronistoria di quanto accaduto, dalla delibera commissariale del 2022 alla conferma della giunta comunale del 2024. “L’eventuale delocalizzazione poteva deciderla la giunta per interesse pubblico, ma non c’è stata alcuna delibera in tal senso, e anche questo, comunque, andava condiviso con i cittadini. Nessuno oggi ha detto ‘spostiamo da un’altra parte’ perché questo si deve fare a tempo debito’”.

Insomma, fra la scadenza dell’investimento PNRR alla fine di giugno e il cantiere in attività, i margini di manovra odierni sono molto stretti. Per l’opposizione, l’emendamento in extremis della maggioranza è stato, parole di Angiola, un “buttare la palla in tribuna”.

Ha puntellato l’atto consiliare Francesco Strippoli, che ha smentito la proposta di Rignanese per quanto riguarda l’eventuale nuova collocazione della “posta” in via Fuiani: “Non è possibile, in quel luogo è stato destinato un plesso scolastico statale. Oggi è stato condiviso un principio: laddove ci sono persone in difficoltà, come quelle che frequentano l’Anffas, non si crea nella stessa struttura un servizio con altro target. Che il luogo non sia adeguato me l’hanno detto gli stessi operatori del settore. I servizi devono avere una logica urbanistica, chi chiede un permesso di soggiorno non ci arriverà mai qui, non c’è la navetta, si va personalmente”.

Ha invitato a concludere questo “accapo importante” la sindaca Maria Aida Episcopo. Ha chiarito che è stata lei stessa a dover certificare lo stato dell’arte: “Per questo ho fatto questa mozione” e ha ribadito il “rischio erariale” per oltre 1 milione di euro. “Noi pensiamo a una struttura con la vigilanza, a una struttura per l’infanzia. Ricordo che alla scuola Arpi c’era l’unica sezione ‘primavera’ delle scuole comunali”.

Ha fatto cenno ai due piani triennali delle opere pubbliche approvati, in cui pure era inserita la stazione di posta a Ordona sud, e a quanta poca reattività – questo il ragionamento sostanziale – si sia registrata in aula. “Un conto è la struttura, un conto è il servizio. In abbinamento al PNRR, possiamo implementare quello che vogliamo con una scelta corale, frutto di ascolto. Tutto il resto è demagogia. Vi invito a seguire i lavori successivi sia per quanto riguarda le commissioni – ha detto ai cittadini in aula dalla prima mattina fino al pomeriggio inoltrato – sia con i rappresentanti di quartiere”.

Paola Lucino

 


Pubblicato il 19 Maggio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio