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“Stanchi di essere vittime sacrificali, il coprifuoco è una sciocchezza”

“Stanchi di essere vittime sacrificali, il coprifuoco è una sciocchezza”: Rosario Di Donna, chef e titolare del famoso ‘U Vulesce’ di Cerignola commenta in questo modo l’iniziativa di alcuni ristoratori della Bat e Capitanata che, pur in arancione, hanno dichiarato di aprire per protesta.

Di Donna, che pensa della presa di posizione?

“Da un punto di vista sostanziale non cambia la nostra situazione, anche se come categoria siamo a un punto di non ritorno. Tanti sono esasperati, lasci me che posso andare avanti grazie alla salumeria di famiglia, ma la rabbia sociale è tanta e cova sotto la cenere, potrebbe esplodere”.

Avete avuto ristori?

“Pochi, lenti e insignificanti. Però le spese fisse corrono e non si fermano. Credo che certe dimostrazioni se servono a manifestare il dissenso servono, le condivido”.

Chi ha posti all’aperto sì’, al chiuso no…

“Chi è fortunato come me potrà ripartire, però mi sembra un’ingiustizia. Tutti hanno affrontato a suo tempo le spese per adattare i locali alle esigenze sanitarie. Poi c’è quella sciocchezza del coprifuoco alle ventidue”.

Cioè?

“Prima di tutto è di ostacolo al turismo, poi va contro le abitudini estive della nostra gente. Scherzando, le 22,00, almeno da noi in estate, sono l’ora in cui la gente è ancor al tunnel di Mattinata, cioè sta tornando dal mare. E’ una follia, come possiamo far stare le persone in casa in estate con 40 gradi? E che male c’è nel prendere aria? Questo è un virus strano, non circola alle 22,00, ma cammina dalle 23 in poi. Lo Stato con queste riaperture ha voluto dare un contentino, risparmiarsi i ristori ed evitare disordini sociali. Io a queste condizioni difficilmente riapro. Dimenticano che il vero nodo dell’infezione sono i trasporti. Recentemente sono stato in Veneto per lavoro ed ho preso un treno regionale, il delirio di affollamento, altro che ristoranti”.

Bruno Volpe

 

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