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Speranze per i 95 milioni di euro: prorogato il Psr fino a dicembre

“Hanno accolto le nostre motivazioni, contenute in una lunga relazione – mette subito le mani avanti l’assessore all’Agricoltura pugliese Donato Pentassuglia – che giustificano il mancato raggiungimento di spesa al 31 dicembre scorso. Sono soddisfatto per un risultato reso possibile anche grazie ai nostri europarlamentari con i servizi europei”. E non basta.  “I contenziosi amministrativi – sottolinea l’Autorità di Gestione del Psr/Puglia, Rosa Fiore – che hanno rallentato alcune delle misure più importanti e gli effetti dannosi dell’emergenza sanitaria che hanno ridotto la capacità di spesa, sono state cause di forza maggiore, come da Regolamento UE, previste per la deroga”. E così ora si torna a chiedere in ginocchio collaborazione di tutto il mondo agricolo per terminare l’istruttoria e le successive liquidazioni. Però scusate, com’è stato possibile perdere quattro anni senza concludere nulla o quasi, riducendosi  come sempre capita ai pugliesi di ridursi…col cappello in mano, a Bruxelles? Basterà questa proroga ‘last minute’ per sfangare ritardi, colpe, errori e omissioni, in Regione?  Oggi è convocato un vertice con la struttura regionale e domani gli ordini professionali, ma dopo che l’Unione europea ha concesso per la seconda volta la deroga per non perdere i 95 milioni non spesi, ci vorranno molto più che tavoli e incontri istituzionali. Le risorse UE del PSR 2014-2020, insomma, sono più che mai appese a un filo, se non si cambierà registro negli uffici regionali all’Agricoltura. A oggi risultano erogati 674 milioni, su 1,6 miliardi di euro, con la burocrazia e gli errori di programmazione che hanno rubato tempo e risorse al lavoro e agli investimenti delle aziende agricole e ha impedito con le inefficienze l’avvio di nuove attività e l’ingresso dell’80% dei giovani nell’attività di impresa, taglia corto Coldiretti. “Anche questa volta offriremo la collaborazione per individuare le soluzioni più appropriate – spiega il presidente Muraglia – per uscire da una situazione preoccupante: il rischio di non utilizzare le risorse va scongiurato”. Restiamo alle cifre, nude e crude, senza trionfalismi inutili e banali. La Puglia ha speso solo il 41,4% delle risorse del PSR/Puglia, con un livello di spesa di molto inferiore alla media nazionale che si attesta su oltre il 58% e del 62% della spesa a livello comunitario. Mancata sempre una strategia per uscire dal pantano dei ricorsi, come stigmatizzato dall’Unione Europea sempre più spesso, perdendo opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per ripresa economica, occupazione e sostenibilità ambientale soprattutto nel Mezzogiorno, dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani. Insomma, dall’analisi dei dati sullo stato di attuazione del Psr 2014-2020 emergono troppe criticità per cantare vittoria, anzi: la Puglia è tra le regioni italiane che dispone di maggiori risorse, ma l’ultima nella spesa delle risorse pubbliche.

Il consigliere pugliese Francesco Paolicelli, presidente della Commissione Agricoltura, mette in guardia. “La decisione della Commissione europea di concederci più tempo rassicura, ma non dev’essere interpretata come punto di arrivo. Politiche sbagliate hanno fatto sì che per ben due volte quei fondi rischiassero di andare sprecati, a causa di ritardi su ritardi accumulati nel corso degli anni: prima i  ricorsi, poi la pandemia non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Ora – conclude Paolicelli – è il momento di cambiare passo con un nuovo piano che permetta di spendere al meglio e tempestivamente tutte le risorse a disposizione, senza sprecare un euro”. Soprattutto, senza parlate troppo…

Francesco De Martino

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