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“Siamo ai colpi di coda della pandemia”

Covid. La situazione non è allarmante e siamo ai colpi di coda della pandemia. Lo conferma in questa intervista al Quotidiano la nota ed autorevole virologa professoressa Danila De Vito, docente ordinaria alla Scuola di Medicina dell’Università Aldo Moro di Bari.

 

Professoressa, la situazione Covid è endemica?

 

“Ormai tutti i dati epidemiologici confermano quanto alcuni virologi affermavano già dal 2020: il virus modificandosi e dando luogo alle numerose varianti ha avviato il processo di endemizzazione nella popolazione mondiale. La situazione è completamente differente da un punto di vista epidemiologico rispetto ai due anni precedenti e la attuale curva dei contagi inizia la sua ascesa con la stagione autunno-invernale per avere il suo plateau nel mese di gennaio e poi scendere. La conferma arriva dai paesi del Nord Europa in cui per caratteristiche metereologiche la curva ha iniziato la sua ascesa più precocemente ed oggi il numero dei casi in  Regno Unito è poco più di 70.000 rispetto ai 139.000 casi in Italia. Ovviamente nel numero dei casi vengono considerati anche i numerosi asintomatici o con sintomi ricollegabili al raffreddore; tutto questo è  merito dell’Omicron che è molto più diffusivo rispetto  alle precedenti varianti ,ma causa sintomi che potrebbero portare  alla ospedalizzazione solo nel 5% dei contagiati contro il 20% del virus cinese. Queste conferme ci arrivano da paesi in cui le popolazioni sono state vaccinate solo parzialmente”.

 

L’attuale situazione è allarmante?

 

“Non è allarmante per diversi motivi, da una parte ci stiamo lasciando alle spalle la variante delta, meno diffusiva e più aggressiva e dall’altra abbiamo protetto la popolazione più fragile con tre dosi di vaccino. La somministrazione della terza dose ha permesso ai vaccinati di recuperare la efficacia immunitaria al 70-80%  anche nei confronti dell’Omicron. Conviene comunque continuare a mantenere una certa prudenza perché altre varianti fanno la loro comparsa, anche se non ancora definite preoccupanti dall’OMS, e nei prossimi giorni potremmo assistere ad un aumento dei ricoveri legati al numero dei casi degli ultimi quindici giorni”.

 

 

A breve si raggiungerà l’immunità di gregge?

 

“Non penso che a breve si raggiungerà la immunità di gregge: gli attuali vaccini non conferiscono una  efficacia immunitaria del 100% , vediamo la comparsa di troppe varianti ed inoltre le campagne di vaccinazione in molti paesi dell’Africa sono iniziate da troppo poco tempo. Non credo che ci siano i presupposti che portarono nel 2004 alla eradicazione della SARS, allora i casi  in tutto il mondo furono poco più di 8000 dopo circa due anni dall’inizio della pandemia. Attualmente il numero casi di Covid nel mondo ha superato la cifra di 340 milioni!”

 

Possiamo permetterci una quarta dose di vaccino o l’organismo non la tollera?

 

“La quarta dose deve essere somministrata ai soggetti immunodepressi per terapie in corso o per malattie concomitanti, lasciando trascorrere quattro mesi dall’ultima somministrazione. Stimolare troppe volte il sistema immunitario non provoca la paralisi della sua attività, basti pensare a tutti i vaccini che vengono somministrati in età infantile, importante è l’utilizzo di vaccini efficaci contro le varianti in corso. La vaccinazione dovrebbe essere effettuata nella popolazione immunocompetente all’inizio della stagione fredda, cosi come si fa per la profilassi antinfluenzale”.

 

Il prof. Caruso sostiene che l’Omicron è il colpo di coda della pandemia: condivide?

 

“Sono perfettamente d’accordo con questa affermazione, auguriamoci che nel futuro non compaiano altri virus che potrebbero sostituire come virus pandemici il SARS-CoV-2 .

Quanto è successo in questi due anni in Italia dovrebbe essere di monito e permettere di avviare riforme efficaci del Servizio Sanitario Nazionale”.

Bruno Volpe

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