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Si litiga sui dipartimenti, Scienze sociali contro Demet

Sono una quarantina i docenti che sostengono la nuova offerta formativa ancora tutta da costruire. Protestano gli studenti

Costituire un nuovo dipartimento di area economica avendo già a disposizione il Demet, il dipartimento di economia, management e territorio nato tre anni fa con la sua offerta formativa, il suo bacino di iscritti e la sua unicità rispetto al resto della Puglia. Affiancarne, eventualmente, un altro, un Dipartimento di scienze sociali, se il Mur e l’Anvur daranno l’accreditamento necessario per far partire i nuovi corsi. È questo lo scontro che si sta consumando all’interno dell’Unifg e che ha visto una seduta molto animata del senato accademico. Sono una quarantina i docenti che hanno formalizzato la richiesta al rettore Lo Muzio per l’attivazione di Scienze sociali. La proposta è passata in maggioranza nella suddetta seduta con il voto favorevole anche degli studenti.

La “proposta scientifica” che ha animato i richiedenti dovrà passare nelle sedi opportune per essere formalizzata e trovare, in futuro, i suoi iscritti e la sua fisionomia “sociale” dentro un contesto che, per ora, ha una configurazione economica. Da quel poco che si riesce a sapere circa i contrasti fra orientamenti diversi all’interno della comunità accademica è che i sostenitori del Demet – nell’ottica di un’offerta formativa che è dell’Unifg, quindi, abbastanza ovviamente, pubblica, e soggetta a norme non decise dal singolo gruppo o prof- saranno molto vigili sugli esiti futuri della nuova istituzione, pensata ma non ancora creata dai colleghi.

Il clima è molto teso, c’è chi ricorda quanti docenti abbiano sviluppato la loro carriera grazie ai finanziamenti ottenuti da Demet, oggi alla ricerca di nuovi spazi e, chi, forte di un numero significativo di istanze, nonché della propria proposta, va avanti spedito.

Mentre sulla torre d’avorio dell’Unifg piombano, anche, le indiscrezioni giornalistiche di presunti esposti in Procura e altre inchieste in corso, gli studenti fanno le loro rimostranze. È Area Nuova, che ha diritto di voto sia nel cda che nel senato accademico, a comunicare l’evidente malessere tramite la sua presidente Emanuela Vocino: “Per noi l’università è didattica e ricerca, non possiamo pagare il prezzo di giochetti politici che non conosciamo. Con grande rammarico denunciamo che, nei giorni precedenti alla decisione del senato accademico, è stata messa in atto una campagna di disinformazione che ha destabilizzato l’umore degli studenti”. Secondo Vocino, tale campagna si è svolta nei luoghi e nelle aule del dipartimento Demet.

Area Nuova ha espresso parere favorevole in merito alla costituzione del nuovo dipartimento di area economica ma si dice “preoccupata”riguardo l’apertura imminente del nuovo di scienze sociali afferente all’area economica. “L’entusiasmo per l’espansione dell’offerta formativa è innegabile, ma sorgono interrogativi critici che richiedonorisposte chiare e sincere. “La principale preoccupazione riguarda la mancanza di aule adeguate a supportare il nuovo dipartimento. Gli studenti sono consapevoli che la qualità dell’istruzione è strettamente legata alla disponibilità di spazi didattici adeguati. In questo contesto, chiediamo di fornire garanzie concrete in merito all’infrastruttura necessaria per sostenere i corsi del nuovo dipartimento, garantendo così un ambiente di apprendimento idoneo e stimolante”.

Altro punto cruciale è la coerenza tra i corsi di studio offerti e le richieste degli studenti. “In molti, dopo la laurea triennale conseguita presso la nostra università, si iscrivono in altri atenei con un’offerta formativa ritenuta più ‘stimolante’. Affinché l’Università mantenga la sua reputazione di istituzione all’avanguardia, è essenziale che i programmi di studio siano in linea con le esigenze e gli interessi degli studenti e i vari stakeholder.”

Invitano i futuri docenti di un eventuale nuovo dipartimento “a coinvolgere attivamente gli studenti garantendo la loro presenza nella progettazione e revisione dei corsi”.

 

Paola Lucino

 


Pubblicato il 8 Dicembre 2023

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