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Settimana decisiva per una scelta unitaria del prossimo segretario regionale

Settimana frenetica, quella appena iniziata, all’interno del Pd pugliese per la scelta del nuovo segretario regionale e dovrà succedere all’uscente Marca Lacarra. Infatti, per la presentazione degli aspiranti segretari, secondo quanto stabilito dal regolamento varato due settimane fa dal commissario pugliese per il congresso regionale, il sen. Francesco Boccia, prevedono dal 23 al 27 i termini per il deposito dei nomi, mentre dal 3 al 12 febbraio dovranno svolgersi le consultazioni nei circoli pugliesi del Pd per la conta tra gli iscritti. Quindi, l’accordo per un eventuale indicazione unitaria del successore di Lacarra dovrà giungere necessariamente entro venerdì prossimo, 26 gennaio. Diversamente, ognuna delle mozioni collegate ai quattro leader aspiranti alla guida della segreteria nazionale del Pd (Bonaccini, Schlein, De Micheli e Cuperlo) potrà verosimilmente presentare anche un proprio nome per la guida del Pd pugliese. In tal caso, però, è possibile che in Puglia si giunga al voto dei gazebo anche per la scelta del segretario regionale e la data sarebbe sicuramente la stessa per le primarie del segretario nazionale, ossia il prossimo 26 febbraio. La mozione Bonaccini, sostenuta nella nostra regione in primis dal governatore Michele Emiliano e dal Primo cittadino barese Antonio Decaro, sulla carta sembra favorita come “peso” di iscritti all’interno della famiglia dei dem pugliesi. Perciò, secondo le previsioni, il nome del successore di Lacarra dovrebbe essere emanazione di tale area politica interna ai dem. Ma finora il problema vero per il Pd pugliese non è tanto quello dell’area interna che deve esprimere il nome del futuro segretario, quanto la scelta di questo, poiché a contendersi la partita dell’indicazione del nome sono principalmente i due esponenti più rappresentativi del partito in Puglia, ossia Emiliano e Decaro, che come detto sono entrambi schierati a sostegno di Bonaccini nella corsa al vertice degli uffici romani di Largo del Nazzareno. Infatti, in ballo tra Emiliano e Decaro c’è sicuramente la leadership politica pugliese del partito che passa anche attraverso la capacità di portare alla guida regionale dei dem un esponente vicino ad uno dei due contendenti. Per la segreteria pugliese, secondo indiscrezioni, in vantaggio sarebbe il nome del barese Domenico De Santis, primo dei non eletti del Pd nel 2020 alla Regione nella circoscrizione di Bari ed attualmente vice-Capo di Gabinetto del presidente Emiliano. Sul suo nome, però, pare che ci sarebbe stata qualche levata di scudi all’interno della stessa “area Bonaccini” da parte delle federazioni provinciali dem delle altre province pugliesi, in particolare quelle di Lecce e Foggia, che non vedrebbero di buon occhio un’ennesima riconferma dell’egemonia barese alla guida del partito. Infatti, da quando il Pd è stato costituito nel 2007, in Puglia – come si ricorderà – tranne la parentesi alla segreteria del salentino Sergio Blasi (2009-2014), la segreteria regionale è stata sempre appannaggio di un barese (per due volte Emiliano ed una volta Lacarra). Inoltre, la federazione di Lecce del Pd questa volta vanta anche il dato di essere stata quella che in Puglia ha fatto registrare il miglior, in termini percentuali, per il partito alle ultime elezioni politiche dello scorso 26 settembre. Ed in base a tale successo, pare che Emiliano nell’ambito della sua stessa area non sarebbe del tutto contrario ad un’alternanza territoriale nella scelta del nome da portare al vertice del Pd pugliese. Se così fosse, la scelta ricadrebbe sicuramente sul un esponente dem salentino. Ed il nome dell’area Bonaccini più gettonato della provincia di Lecce potrebbe essere quello del sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, che, pur essendo persona vicino ad Emiliano, pare non dispiacerebbe a Decaro. Per Minerva, però, ci sarebbe un problema di incompatibilità, sancito a livello nazionale nel partito, del ruolo di segretario regionale con quello anche di presidente della Provincia di Lecce, carica rinnovatagli lo scorso autunno e dalla quale Minerva dovrebbe dimettersi, nel caso decidesse di assumere quella di segretario del Pd pugliese, poiché da Roma sembra che la direzione del partito, con il nuovo corso, non sia più disponibile a concedere tal genere di deroghe. Insomma, entro la fine della settimana, si potrà sapere se Emiliano e Decaro hanno trovato un’intesa sul nome dell’area Bonaccini da portare, unitariamente alle altre anime interne al partito, al posto di Laccara oppure no. In quest’ultima ipotesi i giochi sarebbero ancora aperti e non è da escludere che la partita finisca con la conta ai gazebo anche per il nome del segretario regionale. E in tal caso potrebbe succedere di tutto. Non escluse le sorprese.

 

Giuseppe Palella

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