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Sbocciò a Cerignola l’amore per la lingua italiana

I letterati e i linguisti di una volta non sapevano concepire una scrivania senza che un vocabolario-dizionario ne occupasse un angolo. Oggi questi preziosi, ancorché ingombranti supporti dormono in libreria, sostituiti dalla maneggevolezza delle risorse virtuale. E così si perde memoria di studiosi encomiabili che redigendo (e a quale costo) queste monumentali raccolte di vocaboli e locuzioni contribuirono largamente alla definizione, alla diffusione e alla difesa della lingua italiana. Chi si ricorda più di loro? Fernando Palazzi, Giorgio Cusatelli, Salvatore Battaglia, Aldo Gabrielli, Giacomo DeVoto, Gian Carlo Oli, Tullio De Mauro… Per ultimo abbiamo lasciato il primo, un pugliese. Nato a Cerignola nel 1860 (si sarebbe spento a Milano nel 1935), Nicola Zingarelli fu accademico e filologo di rinomanza mondiale. Autore di studi danteschi che ancora oggi fanno scuola, Zingarelli ha legato il suo nome al Vocabolario della Lingua Italiana alla cui stesura iniziò a lavorare nel novembre del 1912 per terminare nel 1922. Ma già nel 1917 era cominciata l’opera di pubblicazione in forma di fascicoli presso gi editori Bietti e Reggiani. Zingarelli curò personalmente altre tre edizioni : la terza nel 1925, la quarta nel 1928 e la quinta, che uscì nell’agosto 1935, due mesi dopo la sua morte. Nel 1941 il vocabolario fu rilevato dalla Zanichelli, che a tutt’oggi è detentrice dei diritti d’autore. Dal 1946 l’aggiornamento dell’opera venne affidato a Giovanni Balducci, a cura del quale uscirono l’ottava edizione nel 1959 e la nona nel 1966. La decima edizione del 1970 fu completamente rielaborata da Miro Dogliotti, Luigi Rosiello e Paolo Valesio. Con l’undicesima del 1983, ulteriormente ampliata, il lavoro di Zingarelli si arricchì in frontespizio di un pre-titolo: ‘Il nuovo Zingarelli – Vocabolario della Lingua Italiana). Dalla dodicesima edizione del 1993 e col pre-titolo cambiato (‘Lo Zingarelli), il vocabolario è pubblicato in edizione annuale. L’edizione 2020, curata da Mario Cannella e Beata Lazzarini contiene 145.000 voci, più di 380.000 significati, 1.000 neologismi. L’edizione cartacea è accompagnata da una versione digitale, disponibile per iOS e Android e navigabile online. Si pensa che in futuro la versione cartacea non verrà più pubblicata per ragioni di spazio. A causa dell’avvento di neologismi che – per quanto gratuiti e talora anche sgradevoli – sotto il martellare dei media hanno conquistato un posto nell’italiano di tutti i giorni, il numero di vocaboli e locuzioni sta crescendo in termini tali da avvicinare le dimensioni del vocabolario di domani a quelle delle enciclopedie di ieri. Una crescita pressoché esponenziale che non avrebbe meravigliato lo stesso studioso cerignolano. E’ il caso a tale proposito di rileggere quanto egli scrisse nella prefazione della terza edizione: “Mai non è apparsa tanto evidente la mutabilità delle lingue come nel tempo dallo scoppiar della guerra ai giorni presenti. Non meno rivoluzionari sono stati i progressi dell’aviazione, della radiotelegrafia e dell’automobilismo. Il Vocabolario a distanza di pochi anni mi pareva invecchiato; e bisognava dunque rifarlo in parte, oltre che ricorreggerlo. Ricorretto, rimutato, aggiornato, esso sta in questa nuova edizione”.

Italo Interesse

 

 

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