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Risalgono le quotazioni del grano duro

Risalgono le quotazioni del grano duro a Foggia, dopo la battaglia contro le riduzioni inaccettabili del prezzo, secondo Coldiretti Foggia, l’aumento del prezzo del grano di 0,50 euro a quintale definito nel corso dell’ultima commissione alla Camera di Commercio di Foggia, rivela anche un’effervescenza delle richieste da parte dei mulini di grano 100% italiano. “L’allarme globale provocato dal coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualita’ e sicurezza – afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia- dobbiamo riscoprire la tradizione agricola per puntare all’obiettivo della autosufficienza a tavola per difendersi dalle turbolenze provocate dall’emergenza coronavirus che ha scatenato corse agli accaparramenti e guerre commerciali con tensioni e nuove poverta’”. Rispetto all’anno scorso sono aumentati del 29% i consumi di pasta 100% made in Italy e nei primi 6 mesi del 2020 e’ aumentato anche l’export di pasta dalla Puglia del 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Ci sono le condizioni per rispondere alla domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura del nostro territorio che e’ in grado di offrire produzione di qualita’ realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – insiste Piccioni – valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilita’ della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti”. Gli acquisti di pasta fatta al 100% di grano made in Italy sono cresciuti ad un ritmo di quasi 2 volte e mezzo superiore a quello medio della pasta secca (+12,5%) anch’essa in forte aumento anche dall’effetto dello smart working e del lungo lockdown che ha costretto i cittadini in casa nel periodo considerato. Il risultato e’ che gia’ oggi un pacco di pasta su cinque venduto in supermercato utilizza esclusivamente grano duro coltivato in Italia, con la Puglia che ha prodotto nella campagna 2020 un quantitativo di grano in diminuzione fino al 30% per le avversita’ climatiche. La produzione di grano duro nazionale per la pasta nel 2020 secondo l’Istat si colloca – riferisce la Coldiretti – a 3,76 milioni di tonnellate, in leggera contrazione del 3,7% rispetto allo scorso anno mentre il raccolto di grano tenero per il pane e’ stimato in 2,74 milioni di tonnellate.Il risultato e’ che oggi l’Italia dipende dall’estero per circa il 60% del grano tenero per il pane che consuma mentre viene importato attorno al 25% del grano duro destinato alla pasta, una percentuale in riduzione anche grazie all’aumento delle richieste di pasta con grano 100% italiano .

 

 

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1 Comment

  1. leonardo ha detto:

    ottima notizia. il nostro grano e’ meglio di quelli stranieri pieno di glicsolfato e schifezze varie

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