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Rifiuti urbani trasformati in bio olio, Manfredonia tra i siti d’interesse

“Mettere l’orecchio sulla schiena del tempo per sentire i treni che stanno arrivando”. Cosi’ il presidente della I Commissione consiliare della Regione Puglia, Fabiano Amati, introduce la seduta dedicata all’audizione di Paolo Grossi, amministratore delegato di Syndial, societa’ ambientale di Eni, sul progetto per la trasformazione del Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) in bio olio e acqua in sperimentazione a Gela in Sicilia. Una novita’, l’uso di nuove tecnologie, che per Amati possono rappresentare importanti scelte future di natura politica, anche per la nostra regione. Paolo Grossi ha illustrato gli ambiti di competenza di Syndial, quali attivita’ svolge sul territorio italiano ed estero. Nel dicembre 2018 Syndial ha avviato nel sito della raffineria di Gela il primo impianto pilota per il recupero e la trasformazione del Forsu in un bio olio che servira’ a produrre carburanti di nuova generazione. La messa in esercizio dell’impianto rappresenta il primo traguardo di un percorso nato dalla ricerca di Eni e avviato con la definizione della tecnologia proprietaria waste to fuel, messa a punto nel Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente a Novara. La tecnologia waste to fuel consente di replicare in poche ore in un impianto industriale a basso impatto ambientale un processo che la natura compie in milioni di anni, cioe’ trasformare biomasse in energia. Inoltre, il suo utilizzo genera come sottoprodotto una risorsa preziosa e sempre piu’ scarsa: l’acqua, impiegabile per usi industriali e civili. Il rifiuto umido viene infatti valorizzato non solo tramite la produzione di bio olio e bio metano ma anche con il recupero e il trattamento del suo contenuto di acqua, pari a circa il 70%. Si tratta quindi di un sistema innovativo in grado di generare complessivamente grandi vantaggi per la collettivita’. Eni pone cosi’ un altro importante pilastro di una strategia improntata al modello integrato di economia circolare che la portera’ a realizzare, completata la fase pilota, impianti waste to fuel su scala industriale, eliminando una grande quantita’ di rifiuti organici tramite il loro riutilizzo e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all’estero.  Le attivita’ svolte dall’impianto di Gela permetteranno a Eni di acquisire le informazioni necessarie per la progettazione dei nuovi impianti. Il pilota di Gela ha una capacita’ produttiva di bio olio stimata in circa 70 chilogrammi al giorno e viene alimentato con 700 kg al giorno di rifiuti organici forniti dalla Societa’ per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti SRR di Ragusa. Il progetto waste to fuel e’ un esempio tangibile del modello integrato di economia circolare di Eni: oltre al riutilizzo di aree dismesse e bonificate, valorizza le materie prime di scarto e le trasforma in una nuova materia energetica, senza alcun impatto sulla filiera alimentare ma altresi’ contribuendo a supportare i territori in cui Eni opera nel sistema di smaltimento dei rifiuti urbani. La Syndial si occupa anche di bonifiche, “un lavoro complesso fatto di attenzione, ricerca, gestione dei rapporti con il territorio” – ha spiegato Grossi. – Il procedimento amministrativo di bonifica dei Siti d’Interesse Nazionale e’ di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e Mare che puo’ avvalersi dell’operato e dei pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), delle agenzie regionali per la protezione Ambientale (ARPA), dell’Istituto Superiore di Sanita’ (ISS), dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) e dell’Istituto Nazionale Assicurazione e Infortuni sul Lavoro (INAIL), oltre ad altri enti nazionali o locali e pubblici o privati. La competenza e la funzione amministrativa relativa agli interventi di bonifica dei Siti di Interesse Regionale (SIR) spetta invece alle Regioni. Attualmente Syndial opera in 17 aree ex industriali e dismesse ricadenti in 13 Siti di Interesse Nazionale e in circa 80 Siti di Interesse Regionale”. La Puglia ha due siti interesse nazionale, Brindisi e Manfredonia. Alle audizioni hanno partecipato, Confindustria di Foggia, rappresentanti sindacali ed i sindaci di numerosi Comuni.

 

 

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