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Quando Siponto era seconda solo a Roma e Ravenna

I crociati dauni si riunirono a Siponto e da quel porto partirono alla volta della Terrasanta. Lo sostiene Consalvo di Taranto, nella sua storia della Capitanata, lo conferma anche Tommaso Angiulli. Il primo annovera infatti tra i partecipanti alla prima Crociata – quella vittoriosa nel 1099 – il barone Alberedo, feudatario di Cagnano. Con gli altri nobili del Sud e del territorio foggiano-arianese, raccolse gli armati al suo seguito nelle adiacenze della marina sipontina. Con loro ö scrive lo storico pugliese – attesero di imbarcarsi militi di Lucera, Troia, Foggia e di tutti i castelli della Capitanata. Addirittura, secondo Consalvo, il fatto che i signori fossero distratti dai loro impegni bellici in Palestina ridusse il gravame baronale nel Mezzogiorno: con le lame degli sgherri lontane ad incrociare le scimitarre musulmane la gente visse un periodo di tranquillità e gli scontri di potere risparmiarono per qualche anno il meridione. Il domenicano Angiulli sostenne che la marineria sipontina offrì i suoi battelli per il trasporto di uomini, cavalli, armi e provviste. Calcola in oltre 12mila i pugliesi arruolati contro la Mezzaluna, tra i quali ben 200 crociati nativi della futura Manfredonia. Il declino di Siponto, infatti, avverrà a breve, probabilmente per la subsidenza del territorio, invaso dalle acque. Tommaso Angiulli è noto, peraltro, per aver decantato la grandezza di Siponto, che per secoli, a suo dire, fino al periodo teodoriciano, era seconda solo a Ravenna per grandezza e bellezza degli edifici, fatta salva Roma ovviamente. Scenari, luoghi e valori della Crociata per la liberazione dei Luoghi Santi, con obiettivo finale Gerusalemme, sono raccontati da saggi storici, testi molto impegnativi, ma anche da non pochi romanzi, in maniera altrettanto istruttiva e senza dubbio più affascinante. Un esempio recentissimo è la riedizione per i tascabili TEA di Crociata (694 pag. 8,90 euro), best seller di Robyn Young, una scrittrice giovane e già apprezzata dalla critica e dai lettori. E’ il secondo episodio della trilogia dedicata ad una società segreta, che la Young chiama Anima Templi e che agisce proprio al tempo delle armate europee in Palestina. Ne fa parte Will Campbell. é cavaliere templare ma crede soprattutto nella pace. Approva e sostiene la tregua tra cristiani e musulmani concordata da Anima Templi dopo anni di sangue. In Inghilterra, però, la fiamma del conflitto si riaccende. Re Edoardo si impegna col papa per una nuova spedizione e ad Acri, ultimo avamposto palestinese dello Stato crociato, i mercanti complottano per riaccendere le ostilità in Terrasanta e tornare a rendere fiorente il commercio di armi e schiavi. Mentre la guerra sembra inevitabile, Will è combattuto tra il giuramento di templare, il suo ruolo in Anima Templi e la passione per Elwen, che non può neppure avvicinare. Non ha a che vedere con la Terrasanta, ma  pur sempre una crociata, contro il nazismo, quella sullo sfondo delle imprese dei parà americani impegnati nelle avventure belliche raccontate da Stephen Ambrose in un romanzo molto fortunato, che ritorna sempre nei pocket TEA: Banda di fratelli (392 pag. 12 euro). E’ l’appassionante ricostruzione delle vicende, durante la seconda guerra mondiale, dei volontari di una compagnia della 101a divisione aviotrasportata Usa. Agricoltori, minatori, boscaioli, pescatori, gente comune, in gran parte senza moglie né figli, uniti dalla volontà di appartenere ad un gruppo con cui identificarsi. Ben addestrata, fino a diventare èlite della fanteria americana, la compagnia Easy ebbe il battesimo del fuoco nello sbarco in Normandia. Combatté poi in Olanda e Belgio, guidò il contrattacco nelle Ardenne e in Germania raggiunse il castello montano di Hitler a Berchtesgaden. Al centro del volume 21 foto in bianconero testimoniano azioni e protagonisti, dei quali Ambrose racconta la storia eccezionale, restituendo paure ed emozioni

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1 Comment

  1. Giuseppe ha detto:

    Salve, è possibile sapere come si chiama l’opera di Angiulli e dove è possibile consultarla?

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