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Presidenza del Parco del Gargano, il Tar si è espresso: “Iter da concludere”

Accolto il ricorso di Vincenzo D’Errico contro il Ministero dell’Ambiente

La nomina a presidente del Parco del Gargano entra in una nuova fase perché questa volta ad esprimersi è il Tribunale amministrativo della Regione Puglia. La prima sezione ha accolto il ricorso di Vincenzo D’Errico contro il Ministero dell’Ambiente ed ha a questi ordinato di concludere, entro 60 giorni dalla sentenza, il procedimento di nomina.

Inoltre, ha condannato il Ministero al pagamento di euro 1.500,00 a favore del ricorrente per le spese processuali. Nell’esposizione dei fatti e del diritto, c’è anche la riserva di nomina di un Commissario ad acta “all’esito dell’eventuale successiva inerzia dell’Amministrazione”.

Com’è noto l’imprenditore garganico era stato indicato nella terna di candidati proposta dal Ministero per la nomina a presidente del Parco, l’indicazione era arrivata dalla Regione Puglia con l’ex governatore Michele Emiliano.

Nel frattempo la riconferma di Raffaele Di Mauro a guida dell’ente è stata prorogata, dal dicembre 2025, di sei mesi in sei mesi; al momento il termine di scadenza del decreto è il 16 gennaio 2027. Un ulteriore passaggio dell’ingarbugliata vicenda è avvenuto a luglio, quando la proposta del nome di D’Errico è stata respinta dalla Commissione Ambiente della Camera e in attesa, anche, del parere di quella del Senato, entrambi non vincolanti.

Il ricorrente contesta l’iter incompleto e il Tar gli dà ragione perché, sostanzialmente, i procedimenti iniziati d’ufficio vanno conclusi. Da tener presente che il Ministero ha proposto la terna dei candidati il 6.8.2025 e 4.9.2025 la Regione Puglia ha “espresso l’intesa”. La perdurante pendenza del procedimento di nomina, secondo il Tar, non ha alcuna giustificazione, quindi il Ministero dovrà concluderlo.

Paola Lucino


Pubblicato il 10 Settembre 2026

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