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“Più vive che mai… per non dimenticare Federica”

“L’amore rende felici, riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia…”. Era il 14 febbraio del 2013, quando Luciana Littizzetto, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, portava in scena un monologo sulle donne e contro il femminicidio. Chissà com’era la vita di Federica Ventura, chissà se già aveva un rapporto tormentato con l’uomo che, precisamente 5 anni dopo, le avrebbe tolto la vita.Federica aveva 40 anni, due figli e una Laurea conseguita all’Università di Foggia, quando lo scorso 16 febbraio è stata uccisa dal marito, nella loro casa di Troia, tranquillo paese del Subappennino Dauno.Nella maggior parte dei casi il femminicidio è cronaca di una morte annunciata, perpetrata a figlie di una società che non riesce a prevenire e proteggere, ma che, di certo, non vuole dimenticare. È proprio per non dimenticare che l’Università di Foggia propone, giovedì 17 maggio, alle ore 18.00, lo spettacolo teatrale “Più vive che mai… per non dimenticare Federica”, portato in scena da “Sporchiamoci le mani-Great”, gruppo teatrale composto da studenti e studentesse del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, da sempre attento alle tematiche della violenza di genere.Lo spettacolo si terrà nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana (piazza XX Settembre, n. 20 – Foggia) e vedrà la partecipazione di Melina Barbati, poetessa foggiana e dell’attrice Marilena Salvatori.L’occasione nasce dalla volontà di ricordare la morte di Federica, studentessa del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, dove si è laureata, il 10 novembre 2016, discutendo la tesi con la prof.ssa Antonella Cagnolati, Delegata del Rettore alle Pari opportunità e promotrice di un corso di perfezionamento incentrato sulla violenza di genere, sul fenomeno del femminicidio e gli abusi perpetrati in famiglia.“Ricordo molto bene Federica – ha dichiarato la prof.ssa Antonella Cagnolati in una sua lettera aperta inviata in seguito alla tragedia -. La rivedo entrare nella mia stanza, in via Arpi, e discutere sulle correzioni da apportare alla sua tesi di laurea, le immagini da inserire, la scelta del colore della copertina. La notizia della sua morte è piombata nella nostra vita come un fulmine e ci ha sconvolto. La prof.ssa Cagnolati afferma sullo spettacolo: “L’idea dello spettacolo nasce proprio dalla voglia di non dimenticare Federica e tutte le donne che, ogni giorno sono costrette a subire abusi e violenze di ogni genere. Uno spettacolo che parla di donne, per cercare di infondere forza e coraggio e, magari, tendere una mano a chi, senza accorgersene, rischia di annegare nel dolore e nella sofferenza”.Lo spettacolo ha il patrocinio della Provincia di Foggia, della Consigliera di Parità Avv. Antonietta Colasanto e si inserisce nelle iniziative sulla tematica della violenza contro le donne, portate avanti negli ultimi anni dalla Cattedra di Storia di Educazione di Genere della prof. Antonella Cagnolati, referente scientifica del gruppo “Sporchiamoci le mani-Great”.

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