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Piemontese: “Nuova alleanza col Molise per la sicurezza idrica”

A Carlantino le celebrazioni per la diga inaugurata nel 1966. Al centro il rafforzamento del sistema idrico Puglia-Molise

A sessant’anni dalla sua inaugurazione l’invaso di Occhito torna al centro del dibattito sul futuro delle risorse idriche Puglia e sulla gestione condivisa dell’acqua tra le regioni del Sud. L’opera, realizzata tra il 1957 e il 1966 sul fiume Fortore, rappresenta ancora oggi uno snodo fondamentale per il sistema idrico Puglia Molise e per l’approvvigionamento di acqua destinata agli usi civili e agricoli. Alle iniziative organizzate a Carlantino per celebrare l’anniversario ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese, che ha sottolineato il ruolo strategico della diga nella gestione delle risorse idriche Puglia e nella sicurezza dell’approvvigionamento.

Tra i protagonisti della serata anche Luigi De Nicola, 93 anni, autore di circa settecento fotografie scattate oltre sessantacinque anni fa durante la costruzione della diga. Alcuni degli scatti sono stati esposti nella mostra allestita per l’occasione, offrendo uno sguardo storico su una delle più importanti opere pubbliche realizzate nel Mezzogiorno nel secondo dopoguerra. “La diga di Occhito ha contribuito a modernizzare la Puglia – ha dichiarato Piemontese – garantendo acqua per l’agricoltura e per gli usi civili. È un’infrastruttura che ha segnato profondamente la vita delle comunità locali e continua a rappresentare un punto centrale per la gestione dell’acqua Capitanata”.

L’invaso si estende per circa dodici chilometri e occupa una superficie di circa 1.300 ettari, interessando il territorio di nove comuni tra Puglia e Molise. Nel corso degli anni ha modificato il paesaggio e rafforzato i legami tra comunità storicamente interconnesse che oggi condividono la gestione di un grande bacino artificiale.

“Oggi – ha aggiunto l’assessore – è importante lavorare non solo sugli aspetti infrastrutturali ma anche sulla cooperazione tra territori. Strumenti come il contratto di lago possono rafforzare il sistema idrico Puglia Molise e costruire nuove forme di collaborazione tra le comunità che si affacciano sull’invaso”. Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il progetto di interconnessione tra gli schemi idrici del Biferno e del Fortore, con il collegamento tra la diga molisana di Ponte Liscione e il nodo idrico pugliese di Finocchito, collegato al sistema di Occhito. “Si tratta di un intervento che permetterebbe di recuperare una parte dell’acqua che oggi il Molise non riesce a trattenere nel Liscione – ha spiegato Piemontese – trasferendo fino a 60 milioni di metri cubi l’anno verso la Puglia”. Un contributo importante per rafforzare la disponibilità di acqua Capitanata e sostenere la diga Occhito agricoltura, garantendo maggiore continuità all’irrigazione dei campi della provincia di Foggia.


Pubblicato il 14 Marzo 2026

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