Piccoli Comuni foggiani, nasce un tavolo tecnico permanente: “Non lasciateci morire”
Sindaci dei Monti Dauni e parlamentari uniti per chiedere servizi, infrastrutture e misure fiscali contro il declino demografico

Nasce un tavolo tecnico permanente contro lo spopolamento delle aree interne. L’annuncio è arrivato a Roma, nell’aula “Caduti di Nassirya” del Senato, durante l’incontro dedicato al futuro dei piccoli comuni, organizzato dal senatore Filippo Melchiorre (FdI) insieme al senatore Francesco Boccia (PD). Alla conferenza, promossa anche sulla scia delle denunce raccolte dalla trasmissione di La7 “Prova d’Inchiesta”, condotta da Pinuccio con la cura del giornalista Andrea Gisoldi, hanno partecipato amministratori locali e sindaci delle comunità raccontate dal programma.
Per i Monti Dauni erano presenti il sindaco di Celenza Valfortore, Massimo Venditti, di Celle di San Vito, Maria Giannini, di Carlantino, Graziano Coscia, e di Castelluccio Valmaggiore, Pasquale Marchese. Ne è emerso un confronto serrato, concreto, fatto di accenti diversi ma accomunati dalla stessa urgenza: la battaglia quotidiana per garantire un futuro ai paesi che rischiano di scomparire nel giro di pochi anni. “Ogni comune – ha sottolineato Melchiorre – ha portato la propria esperienza e le proprie criticità. È politica reale, vissuta, che parte dal territorio”. Tra le proposte più significative c’è quella rilanciata dal sindaco Venditti, che ha richiamato la necessità di una fiscalità agevolata per i pensionati e di una riduzione dell’IVA per le imprese che investono nei piccoli comuni, misure già sostenute da sessanta parlamentari. “È una soluzione di buon senso – ha affermato – capace di riattivare l’economia delle aree interne. Potrebbe riportare persone, creare lavoro, dare prospettive ai nostri paesi. Ma bisogna intervenire subito: tra dieci anni Celenza, che oggi conta 1.300 abitanti, avrà la metà della popolazione”. Il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, ha ricordato come le aree interne abbiano dato molto, senza ricevere altrettanto. “A Carlantino – ha evidenziato – ci siamo fatti carico della costruzione di una delle dighe più grandi d’Europa, ma quel sacrificio non ha prodotto nessun ritorno per la comunità”. Coscia ha denunciato la distanza delle politiche nazionali dalle esigenze reali dei piccoli centri: “Non chiediamo privilegi, chiediamo servizi essenziali per poter continuare a vivere nei nostri territori”.
Da Castelluccio Valmaggiore, il sindaco Pasquale Marchese ha posto l’accento sul rapporto tra spopolamento e sanità territoriale. “Dove manca un medico, non esiste diritto alla salute. La medicina di prossimità non ha bisogno di slogan, ma di presidi stabili e personale incentivato. Gli anziani e i cittadini più fragili non possono essere condannati dalla geografia”. La voce più piccola della Puglia è arrivata da Celle di San Vito. La sindaca Maria Giannini ha lanciato un appello accorato affinché il Parlamento non abbandoni i microcomuni: “Vogliamo servizi essenziali, incentivi fiscali per le imprese agricole, e attenzione perché il nostro paese, isola linguistica franco-provenzale, non muoia nel silenzio. Aiutateci affinché continuino a nascere bambini, a suonare le campane, a riempirsi le piazze”.
Un contributo decisivo è arrivato da Pinuccio, presente con Gisoldi e con Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento dei Piccoli Comuni. Il conduttore ha descritto la realtà vissuta durante le tappe di “Prova d’Inchiesta”: paesi senza guardia medica, isolati da frane, privi di farmacie, uffici postali, servizi minimi. “Vivere in una città non deve essere un privilegio – ha osservato –. In queste condizioni, parlare di restanza o tornanza è vuoto: chi vive in un piccolo comune è un resistente, i cittadini sono veri eroi”.
L’incontro ha segnato la nascita di un fronte bipartisan. Melchiorre ha annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico itinerante per raccogliere le esigenze dei territori e trasformarle in proposte operative. “Siamo qui per ascoltare e dare risposte – ha spiegato –. Lo Stato deve garantire i diritti ai cittadini delle aree interne. Salvare un piccolo comune significa salvare un pezzo d’Italia”. Sulla stessa linea il senatore Boccia: “I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo di residenza. Non è una questione di maggioranza o opposizione, ma una battaglia da affrontare insieme”. Prioritario, per Boccia, è garantire sanità, istruzione e trasporto pubblico: “Il nostro impegno è di sostenere al massimo i territori”. Il nuovo anno, sostengono i promotori, dovrà tradurre in azioni concrete quanto emerso nella giornata di confronto al Senato.
Pubblicato il 10 Dicembre 2025



