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Peppino Pavone: “Vedo un clima disfattista, la squadra sta andando oltre le aspettative”

In casa Foggia ieri è stato il momento per tirare un primo bilancio, e non può che essere positivo perché i rossoneri di Zeman con un’età media molto bassa, hanno conquistato sul campo 25 punti invece per via di una penalizzazione alquanto eccessiva e per lo meno discutibile, c’è un ricorso che si attende, ne ha sulla carta 21 ed una nona posizione che chiede giustizia. Ma sul campo la squadra di Zeman si sta facendo rispettare ed è in serie utile da sette turni, faticando maggiormente in trasferta. Ieri pertanto come già accennato ha parlato il diesse Peppino Pavone per tracciare il bilancio, così come si evince dal sito ufficiale. Calcio Foggia 1920 e pertanto ne abbiamo riportato i punti salienti di una conferenza molto lunga e ricca di contenuti: “Ho voluto fare la conferenza perché avverto clima disfattista e non comprendo il motivo. Probabilmente per l’attesa che la figura di Zeman emana. Voglio partire dal presupposto che ognuno di noi è ambizioso. Noi non abbiamo costruito una squadra per ammazzare il campionato ma per fare il meglio possibile e costruire una base solida per innesti futuri. Tutte le persone che lavorano per il Calcio Foggia hanno l’obiettivo di tracciare un futuro. Posso capire l’amarezza della partita contro il Campobasso per il secondo tempo ma noi siamo qui tra tre mesi e mezzo. Abbiamo fatto 25 punti sotto il Monopoli, la Turris e il Palermo e sopra Catanzaro e Avellino. Per quanto riguarda la Turris sono due anni che ha mantenuto lo stesso organico con due o tre innesti per cui ha una continuità come anche Avellino che ha lo stesso organico che rafforza”. Ha poi proseguito la sua arringa vera e propria per difendere i rossoneri da attacchi eccessivi, forse da alcuna stampa o tifosi: “Sono tre mesi e mezzo che stiamo lavorando. Capisco che non abbiamo continuità nelle partite spesso con un tempo importante e un altro in ansia subendo anche un gol. Avverto un’aria pesante che non mi piace perché questi ragazzi stanno facendo benissimo e lasciano intendere che hanno margini di miglioramento. L’analisi è molto positiva. Non voglio toccare il discorso infortuni perché non mi piace piangersi addosso e avere attenuanti. Dobbiamo affrontare ogni cosa. Abbiamo fuori cinque giocatori titolari e i ragazzi che giocano hanno un elevato rendimento”. Su dove il Foggia può alzare l’asticella il dirigente sportivo ha detto: “ùL’obiettivo è fare il meglio possibile ma siamo ambiziosi e crediamo in questa squadra. Dobbiamo capire in quanto tempo incominciano i ragazzi ad assimilare il gioco di Zeman ma soprattutto devono capire di poter dominare le partite. Il mercato di gennaio ancora non abbiamo fatto riunioni sul come muoverci e quale reparto rinforzare ma lo faremo più in là anche perché è ancora presto e non vogliamo turbare la squadra. Zeman difficilmente stravolge ciò che ha fatto l’estate se il mister ritiene faremo quello che chiederà sul mercato. Ci sono squadre europee che hanno il coraggio di far giocare i giovani del 2002 o 2003 cosa che non avviene in Italia. Rispetto al passato quando abbiamo fatto i cambi generazionali a questo punto del campionato eravamo in posizioni più basse. Quest’anno ci sono più pareggi perché la squadra sta più attenta nel non voler perdere e questo è la pecca ma ci vuole del tempo perché i calciatori assimilano il gioco di Zeman. Con i sé e con i ma è difficile ragionare. Tanti anni fa giocammo a Bergamo e vincevamo poi abbiamo pareggiato 4-4. Poi siamo andati a Napoli perdevano 3-0 poi abbiamo pareggiato 3-3. La mentalità di Zeman è questa quando vinci puoi pareggiare e quando perdi puoi recuperare. Una partita non si può gestire sul risultato di 1-0 e i ragazzi devono capire questo che devono avere la mentalità di dominare”. Sule difficoltà insite sul mercato il diesse ha aggiunto: “Ho constato che nel mercato la forza Foggia non c’era più. C’è stato chi ha preferito Potenza, Carrarese o il Lecco al Foggia. È una questione ambientale. Abbiamo contattato il difensore del Lecce che mi ha detto di non fidarsi dell’ambiente foggiano ha detto di volersi far comprare dalla Triestina e poi voleva farsi girare in prestito a Foggia perché qui c’è un ambiente poco educato e costruttivo. Poi però è andato al Taranto, avete capito chi è. Questo non so da cosa è dipeso ma oggi stiamo recuperando un’immagine diversa di Foggia. Abbiamo una società solida, un team tecnico eccezionale, una città che ama il calcio e quindi perché abbiamo paura? Abbiamo una squadra di ragazzi che non creano problemi. I quattro punti non costituiscono un peso perché siamo gente che ama la sfida ma che vuole lavorare per lo stesso obiettivo. Non possiamo vincere tutte le partite ma la bellezza del calcio è essere sotto esame ogni settimana. Dalla mattina alla sera siamo qui imparando dagli errori e dalle sconfitte. Il futuro è nostro non dobbiamo avvelenarci. Crediamo in questi ragazzi anche per dargli l’opportunità di farli diventare calciatori. Sul settore giovanile non abbiamo ancora il tempo di fare selezione ma c’è la volontà di dare spazio ai ragazzi del territorio”. Il direttore ha concluso: “La difesa è forte concordo con Zeman perché i difensori che abbiamo hanno manifestato il loro valore. Credo anche che il centrocampo sia valido con Petermann, Maselli e Gallo che in agonismo è molto bravo. Tuzzo sta trovando spazio. Siamo stati sfortunati nel non aver visto bene Di Grazia e Merola ma recupereremo i nostri infortunati”. (Ph. Calcio Foggia).

M.I.

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