Pazienza: “Nel primo tempo siamo stati bravi, ma abbiamo gestito male risultato e possesso”
A Crotone arriva il sesto ko di fila e in classifica si resta ultimi

Sei sconfitte consecutive, peggior difesa del campionato e una classifica che fa paura: ultimo posto senza appello. Il Foggia cade anche a Crotone e ora è chiamato a reagire subito. Ma dalle parole di Michele Pazienza, più che la resa, emerge l’analisi lucida di una squadra che per un tempo ha fatto la partita, prima di crollare sotto il peso dei propri errori. Mister Michele Pazienza nel post-gara: “Nel primo tempo la mia squadra è stata brava. Abbiamo però gestito male il risultato e il possesso palla”.
È qui che il tecnico rossonero individua il punto di rottura. Un avvio ordinato, combattuto, con i satanelli capaci di concedere poco e lottare su ogni pallone. Poi, nella ripresa, l’episodio che cambia tutto. La fotografia del match si può immortalare: quando su una punizione offensiva del Foggia, il Crotone riparte con un lancio lungo del portiere. La retroguardia si fa sorprendere, Romeo è costretto al fallo da ultimo uomo su Piovanello: rosso diretto e rigore. Lo stesso numero 18 trasforma e porta avanti i calabresi.
Con l’uomo in meno, il Foggia si disunisce e il Crotone completa la rimonta, approfittando dell’insicurezza rossonera. “L’avvio del secondo tempo era iniziato bene, poi è arrivata l’espulsione. Dobbiamo lavorare sui dettagli e sulla capacità di avvertire il pericolo, che poi ci ha portato al rigore, così da evitare episodi come quelli successi in campo. L’espulsione ci ha penalizzato perché subito dopo abbiamo subito il gol”, ha così commentato il tecnico rossonero. Pazienza non cerca alibi: l’inferiorità numerica pesa, ma è la gestione dei momenti chiave a fare la differenza.
Il tecnico spiega anche le scelte tattiche: “Le difficoltà maggiori arrivavano dalle situazioni che loro creavano soprattutto sulle corsie laterali. Ho preferito difendere con giocatori di ruolo per ritrovare equilibrio e respirare nella loro metà campo”. Correttivi che però non sono bastati. Il dato da cui ripartire resta quel primo tempo di applicazione e sacrificio. Il resto è un campanello d’allarme assordante. Sabato allo “Zaccheria” arriva il Casarano: non è più tempo di parole, ma di risposte. (Federico Antonelllis/Calcio Foggia 1920).
Pubblicato il 23 Febbraio 2026



