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Parco del Gargano, altre galline prataiole all’Oasi Lago Salso

Nei giorni scorsi è stato effettuato il trasporto di tredici individui adulti di otarda minore (meglio conosciuta come gallina prataiola) per il progetto di restocking della popolazione peninsulare italiana di questa specie. Questo gruppo di otarde minori si aggiunge al primo gruppetto di cinque individui traslati ad aprile scorso presso il centro di riproduzione all’Oasi Lago Salso gestito. La distanza che divide le pianure del centro-nord occidentale francese, luogo sorgente della popolazione di riferimento per il progetto in esecuzione, dal territorio del nord della Puglia è di circa 2000 km. L’azione di traslazione, dal centro Zoodyssée a Manfredonia, di questa specie particolarmente protetta è stata effettuata con successo da BioPhilia, partner di progetto, adottando tutte le precauzioni dovute e necessarie al trasporto di specie selvatiche, secondo quanto previsto dal protocollo di trasporto, realizzato e condiviso con gli autorevoli professori del Comitato scientifico internazionale, testato e messo a punto durante il primo viaggio, effettuato con successo nella scorsa primavera. L’esito positivo di questa operazione costituisce uno step fondamentale per il progetto LIFE Tetrax. Presso l’Oasi Lago Salso vi è ora un primo fondamentale e vitale nucleo della specie, costituito da 18 individui in età riproduttiva e per la prossima primavera sono attesi risultati importanti grazie all’impegno del Centro Studi Naturalistici ONLUS – Pro Natura, partner di progetto responsabile del centro di riproduzione in cattività della gallina prataiola e al beneficiario coordinatore, la Provincia di Foggia, che sovrintende e coordina tutte le attività e le azioni di progetto insieme agli altri partner già citati e Coldiretti e Parco della Murgia Materana. In questo momento storico, il progetto LIFE Tetrax assume un’ulteriore valenza scientifica e conservazionistica in quanto in tutta Europa, e particolarmente nella penisola iberica, i dati degli ultimi censimenti segnalano un trend negativo piuttosto marcato, con una diminuzione delle popolazioni variabile tra il 50 e il 70%. Proprio per questi motivi il progetto LIFE in corso di attuazione assume anche il significato di una sorta di esperimento condiviso sul quale sempre più risulteranno puntati i riflettori del mondo della conservazione della natura e della stessa comunità scientifica, interessati a salvare una specie ornitica che nel frattempo è stata elevata al rango di SPEC 1 (specie presente in Europa e ritenuta di interesse conservazionistico globale, in quanto classificata come gravemente minacciata e vulnerabile). D’altronde lo strumento finanziario LIFE dell’Unione Europea nasce e si evolve proprio per andare incontro a quelle situazioni complesse, nelle quali è necessario sostenere progetti di conservazione della natura e delle specie il cui status di conservazione risulta difficile. L’impegno complessivo del partenariato e della Commissione Europea per proteggere questa specie, divenuta tra le più vulnerabili del continente europeo, rappresenta una vera sfida per tutti coloro che si occupano di conservazione della natura e della biodiversità. L’azione congiunta del partenariato e l’impegno della UE per il progetto, affiancati alla parallela sensibilizzazione, avviata ora a tutti i livelli, permetteranno di porre in essere tutte le condizioni necessarie per salvare l’otarda minore consentendo una nuova e auspicata colonizzazione delle steppe pugliesi.

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