Ordona Sud, residenti contro la stazione di posta
Foggia. Struttura per senza dimora prevista dal PNRR nell’ex scuola “Arpi”

I residenti del comparto Ordona Sud di Foggia hanno inviato alla sindaca Maria Aida Episcopo una petizione popolare per dire “no alla stazione di posta”: la struttura è pensata per l’accoglienza degli adulti senza fissa dimora ed è prevista dal progetto PNRR nella ex scuola dell’infanzia Arpi, in via di Gioia. I residenti propongono un utilizzo alternativo della struttura che prevede l’attivazione di dieci posti letto e di una mensa per circa trenta pasti.
Il quartiere Ordona Sud è una zona periferica, isolata e carente di servizi essenziali e infrastrutture adeguate; la collocazione di una stazione di posta, secondo i residenti, “in un’area così decentrata appare poco funzionale rispetto agli obiettivi di supporto e inclusione sociale, che risulterebbero più efficaci se realizzati in aree centrali, meglio servite e facilmente accessibili”. Per queste ragioni i residenti manifestano forte preoccupazione circa l’adeguatezza del progetto rispetto alle reali esigenze del territorio. L’investimento previsto potrebbe risultare inefficace o addirittura dannoso per il tessuto sociale del quartiere, non rispondendo alle priorità espresse dai cittadini.
Per questi motivi la petizione chiede che “il Comune riveda il progetto di destinazione dell’ex scuola Arpi e, qualora i lavori dovessero comunque essere realizzati, si chiede che almeno gli spazi esterni e una parte di quelli coperti vengano utilizzati per un’opera sociale più adeguata alle esigenze del quartiere, come ad esempio un centro aggregativo polivalente gratuito destinato a bambini, giovani, anziani e famiglie, con attenzione alle situazioni di fragilità. Integrando, oltre agli aspetti ludico-ricreativi e di socializzazione, anche quelli medico-terapeutici, come logopedia o psicomotricità, oggi disponibili solo in strutture lontane come Don Uva e Tratturo Castiglione”. I cittadini chiedono, infine, che venga avviato “un confronto pubblico con i residenti al fine di individuare soluzioni condivise e realmente utili alla comunità”.
Pubblicato il 17 Aprile 2026



