Omicidi ed estorsioni a Foggia, eseguite 18 misure cautelari
Le investigazioni sono iniziate dopo la denuncia di un imprenditore a ottobre 2024

Tra ottobre 2024 e novembre 2025 sono stati accertati a Foggia14 episodi di estorsione aggravata dal metodo e dall’agevolazione mafiose. Documentata anche la detenzione di armi e droga. Sono le accuse nei confronti di 16 persone raggiunte questa mattina da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Due invece sono gli arresti ai domiciliari. Si tratta di una indagine svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia, frutto delle acquisizioni e della messa a sistema di elementi, arricchiti dai contributi di diversi collaboratori di giustizia, molto utili per scardinare una compagine mafiosa notoriamente impermeabile come la ‘Società Foggiana’.
E’ stata ricostruita un’estorsione iniziata a ottobre del 2015. Le investigazioni sono iniziate grazie a una prima denuncia per tentata estorsione presentata da un imprenditore foggiano agli inizi di ottobre 2024 e si sono sviluppate per oltre un anno, raccogliendo indizi nei riguardi degli indagati ed evidenziando, a fronte della spregiudicatezza delle estorsioni, una capacità di reazione e resilienza da parte delle vittime.
Un numero significativo di episodi estorsivi, provvisoriamente addebitati agli indagati, sono stati denunciati dalle vittime. Un dato, secondo gli inquirenti “di assoluto rilievo”. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, si è accertato che il denaro estorto ad alcuni imprenditori locali sarebbe stato suddiviso, con modalità concordate, fra le batterie Moretti-Pellegrino e Sinesi-Francavilla, i due gruppi più importanti della Società, spesso in guerra tra di loro.
Le richieste estorsive avanzate a imprenditori e commercianti venivano formulate modulando somma e cadenza della corresponsione, da caso a caso; in una circostanza, alla vittima è stato ordinato di versare una tangente pari al 10% dell’importo di ciascun appalto. Per uno dei tentativi di estorsione l’iniziativa è partita direttamente dal carcere.
Attraverso l’utilizzo di social media, il presunto estorsore avrebbe richiesto la somma di ventimila euro indicando anche le persone a cui si sarebbe dovuto consegnare il denaro. Alcune delle vittime sono imprenditori attivi nel settore agricolo e nell’energia. Lo sviluppo delle investigazioni ha permesso anche di rinvenire diverse armi comuni da sparo e munizioni.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Foggia, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine di Napoli, Bari, Foggia, Vibo Valentia e Potenza, delle unità cinofile anti-esplosivo e antidroga di Napoli, Bari e Ladispoli, degli artificieri di Bari, del Gabinetto interregionale di Polizia Scientifica e sicurezza cibernetica di Bari e del 9° Reparto Volo di Bari. Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Bari, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Pubblicato il 11 Maggio 2026



