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Mozioni della discordia su Europa e case popolari

La minoranza lascia l’aula comunale quasi in blocco dopo le sonore bocciature

Non passa la mozione per lo “sportello Europa” al Comune di Foggia proposta dalla consigliera di Fdi Concetta Soragnese. “C’è già un’interlocuzione in corso con l’Università di Foggia per un accordo quadro su questo tema. Gli uffici stanno lavorando e tutti i punti inseriti dalla consigliera sono in via di definizione. È opportuno o possibile ritirare la mozione” ha detto l’assessora alle politiche comunitarie e internazionali Alice Amatore prevedendo, in prospettiva, anche delle specifiche risorse, previa una variazione di bilancio.

Il consigliere Mainiero ha fatto notare che le mozioni si votano o si bocciano, come nelle prerogative dell’aula, ma non si “ritirano” perché l’ha chiesto la giunta.

 

“Sin dal nostro insediamento abbiamo avviato un dialogo proficuo e costruttivo con l’Università di Foggia per un’azione sinergica in molteplici direzioni- ha chiarito Amatore- compresa quella che conduce a uno Sportello Europa condiviso. Abbiamo finanziato 4 borse di studio per il Progetto Eurocamp, e nominato la sindaca Episcopo – come delegata per il progetto della Commissione Europea ‘Costruiamo l’Europa con i consiglieri locali’: non possono quindi esserci dubbi sulla nostra volontà di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche inerenti l’Europa”.

 

Concetta Soragnese è stata sostenuta, invece, da tutta la minoranza nella sua proposta, destando la reazione dei consiglieri quando è stato chiaro che, praticamente, sarebbe stata qualcosa di ridondante per la maggioranza. “Se anche su cose che non hanno colore politico ci mettiamo a dire no- questo l’intervento di Raffaele Di Mauro- e ci districhiamo in patenti di paternità, vuol dire che la collaborazione con la maggioranza non è possibile”.

A margine del consiglio, Di Mauro ha aggiunto: “È stato bocciato uno strumento per monitorare bandi e finanziamenti europei intercettabili ad ogni livello. Uno strumento utile alla Pubblica Amministrazione ma anche al singolo cittadino, ai foggiani. Saper intercettare fondi europei nell’epoca della grande opportunità fornita dal Pnrr dovrebbe essere un dovere di qualsiasi buon amministratore”.

 

A sostegno dello sportello, l’intervento del consigliere di Fdi Claudio Amorese: “I consiglieri di maggioranza cambiano idea al minimo richiamo della giunta. Non vi è nessun atto formale con l’Università di Foggia, solo una loro lettera, e non del Comune che, fra l’altro, avete voi fra le mani, non noi”.

 

Dai banchi della maggioranza qualcuno ha cercato di mediare, come Francesco De Vito: “Non bocciamo la proposta ma portiamo avanti lo stesso progetto per raggiungere lo stesso obiettivo”. L’esponente del Pd Italo Pontone è tornato indietro nel tempo per dire che, insomma, nulla di nuovo sotto il sole: “Ero io assessore alle politiche europee 18 anni fa. Allora, non ebbero molta fortuna perché in pochi vi si dedicavano. Alla luce di queste ultime elezioni, che ci hanno visto vincere un po’ ovunque e in particolare al sud, faccio presente che di questo tema parliamo almeno da dicembre. Quello dello sportello è un eccesso che non serve”.

 

Da un’altra prospettiva il consigliere Nunzio Angiola: “Questo sportello doveva essere costituito almeno 20 anni fa. Le interlocuzioni con l’Università vanno avanti da tempo ma non si concretizzano mai in nulla. Nessuno però parla del fatto che siamo il fanalino di cosa per attrattività dei fondi europei in rapporto alla popolazione, così com’è stato per il Pnrr. Le vostre argomentazioni non sono suffragate da dati statistici ma da umori. C’è in voi una chiusura pregiudiziale verso le proposte della minoranza”.

Bocciata la mozione, il gruppo di Fi ha lasciato l’aula e, qualche ora dopo, fra i banchi della minoranza, è rimasto solo il consigliere Angiola, primo firmatario della mozione “Foggia città 30”.

 

Fra i vari emendamenti e interpellanze, approvata la mozione del consigliere del pd Mario Cagiano sull’estensione delle esenzioni per le studentesse e gli studenti che utilizzano il trasporto pubblico. Un tema che Francesco Strippoli (M5s) ha legato a quello più ampio del Pums (piano urbano della mobilità sostenibile), al piano del traffico, all’incremento delle piste ciclabili “sottoutilizzate”. Una mozione integrata da un emendamento del consigliere Pasquale Cataneo circa il supporto economico di Adisu per Foggia come già avviene- ha detto Cagiano- con Lecce e Taranto.

 

Il dibattito e l’iter dei lavori si sono incagliati su due mozioni presentate circa la mobilità, ovvero lo scambio consensuale, fra assegnatari degli alloggi popolari. Alla fine l’obiettivo sarebbe la creazione di un elenco (o di un registro, dipende dal nome che i rispettivi consiglieri proponenti, Achille Capozzi per la maggioranza e Antonio De Sabato per la minoranza, hanno dato) per facilitare questi contatti. “Chi ha un figlio disabile e abita all’ultimo piano, senza ascensore, può avere la possibilità di scambiare l’abitazione di cui è assegnatario”. Questo anche il senso di una proposta a sostegno dei “ceti più disagiati”.

 

In discussione c’erano due mozioni molto simili, quasi identiche, tranne il fatto che, in una delle due (quella di Capozzi), si parlava di “regolamento” relativo da scrivere, in un’altra no. Giovanni Quarato, delegato alle politiche abitative, ha proposto l’approvazione di quest’ultima, il consigliere Cataneo ha proposto un emendamento. In pratica, propedeutico all’elenco di quanti sarebbero interessati allo scambio, è il censimento degli assegnatari, che è in corso, degli alloggi sia Erp che Arca.

 

Un ambito molto delicato quello delle case popolari per cui Cataneo ha rivendicato la necessità di trasparenza. Le mozioni non state accorpate, come chiedeva il consigliere di Fdi Accettulli, la minoranza ha votato “la sua”, cioè quella di De Sabato, la maggioranza quella di Capozzi, emendata. A quel punto, tutta la minoranza tranne Angiola (che ha optato per la mozione De Sabato rivendicandone la primogenitura temporale) ha lasciato l’aula. Polemiche anche sul reale approfondimento di questi punti nelle commissioni: chi li sosteneva ne evidenziava il lungo e precedente dibattito, gli altri la smentivano. Si è giunti a un’accesa discussione su chi è maggioranza e chi è opposizione, spinta anche dalle parole di Quarato, “per cui la responsabilità di applicare le linee guida è della maggioranza”. Capozzi, ancora più diretto, ha ricordato chi ha vinto le elezioni. A quel punto, la furia di De Sabato: “Si fa come ‘Il marchese del Grillo, io so’ io…”. Frase non conclusa dal consigliere che dà il polso di quanto si sia surriscaldata l’aula. Alcune mozioni, evidentemente, frutto diretto del lavoro dei consiglieri su Foggia, arrivano in aula come documenti da contendersi e senza adeguati filtri.

 

Paola Lucino


Pubblicato il 13 Giugno 2024

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