Cronaca

Morto Peppino Iannone, fu contadino, politico e sindacalista

Era originario di San Nicandro Garganico. Il cordoglio della Cgil

È scomparso all’età di 95 anni Peppino Iannone, nativo di San Nicandro Garganico, dirigente sindacale e politico, storica figura del movimento delle lotte bracciantili in terra dauna e nel Mezzogiorno. Fu segretario generale della Cgil regionale e senatore. Cordoglio è stato espresso dalla Cgil Puglia e dalla Camera del lavoro di Foggia.
Iannone fu bracciante agricolo fin da piccolo per dare sostegno alla famiglia. Dopo la Liberazione diventò protagonista delle lotte per l’occupazione delle terre incolte e per l’assegnazione ai braccianti nella zona garganica. Il suo impegno sindacale lo portò a capo della Federbraccianti provinciale e regionale, poi alla guida della Cgil Puglia.
Nel 1983 fu candidato ed eletto al Senato nelle fila del Partito Comunista. Riconfermato nel 1987, si impegnò in Parlamento per lo sviluppo del Mezzogiorno, per l’innovazione del suo sistema agricolo. Da bracciante autodidatta si ritrovò a lavorare in commissione Lavoro, fianco a fianco con personalità quali Luciano Lama e Gino Giugni.
“Con Peppino – affermano Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia, e Gianni Palma, segretario generale della Camera del Lavoro di Foggia – perdiamo una delle figure più rilevanti della storia del movimento politico e sindacale non solo in Capitanata e Puglia ma dell’intero Mezzogiorno. La sua biografia si sovrappone a quella di tante donne e tanti uomini che in questi territori si sono battuti per l’emancipazione e la dignità del lavoro, sempre dalla parte dei più umili, ma con la capacità di uno sguardo prospettico tipica dei grandi dirigenti. Umile e generoso, amatissimo dai lavoratori e dalle lavoratrici, anche negli ultimi anni benché limitasse le uscite pubbliche per le sue condizioni di salute, non ha mai smesso di leggere e offrirci le sue analisi. Come avvenuto nel video a lui dedicato dalla Cgil Puglia, un’intervista che ha aperto i lavori del congresso regionale nel 2018. La sua è una di quelle storie da tramandare, spesa per ideali universali di giustizia sociale e uguaglianza, di integrità morale e coerenza valoriale, vicenda umana e politica che deve essere bussola per ogni dirigente della nostra organizzazione. Ciao Peppino, chi ha compagni non muore mai”.

 


Pubblicato il 17 Maggio 2024

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