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Mentre l’Italia muore di sete, il Gargano continua ad andare a fuoco

L’Italia agonizza. Questa estate rovente ha mandato al tappeto l’agricoltura. Due terzi del campi coltivati sono a secco e i costi di produzione già s’impennano. Con le piogge in ritardo e le reti idriche ridotte a un colabrodo abbiamo accumulato un deficit di acqua pari a venti miliardi di metri cubi, grosso modo la stessa quantità contenuta nel lago di Como. L’assenza d’acqua richiama il fuoco. I media annunciano incendi qua e là e l’uomo della strada scrolla le spalle, impotente, rassegnato. I roghi sul Gargano, per esempio, non costituiscono più una novità. L’ultimo, che risale a tre giorni fa, ha distrutto ettari di bosco e macchia mediterranea in agro di Peschici. Alimentato dal vento torrido il fuoco ha lambito anche il territorio di Vieste in località Mandrione, dove un tratto della S.S. 89 è stato interrotto. Vigili del Fuoco all’opera, intervento di aerei e squadre di volontari, lavoro supplementare per le forze dell’ordine… Un (brutto) film visto non si sa quante volte e che a stento fa notizia. E intanto si dibatte sulle cause di quest’altro rogo. Autocombustione, fatalità o gesto deliberato? Assegnata una bassa percentuale alle prime due cause, resta l’ultima a fare la parte del leone. Si appiccano incendi per rancore minuscolo, per interesse mafioso o per piacere incendiario e piromania. Consideriamo queste due ultime cose. Gli incendiari, che agiscano per vandalismo o per eccitazione, sono animali da branco : neanche maggiorenni, agiscono in gruppo, sono di bassa estrazione socio-culturale, agiscono in prevalenza per noia o per divertimento sotto la spinta di una forte tensione psicologica. Balordi, insomma, e di tale pochezza da non adottare alcuna cautela per non essere individuati. I piromani invece rappresentano ben altra tipologia, rientrando nella categoria psichiatrica del disturbo del controllo degli impulsi. Il piromane, stando al quadro disegnato da Marco Cannavicci, è un generalmente un maschio single tra i trenta e i quarant’anni. Ha natura solitaria, è un frustrato depresso, spesso abusa d’alcool e psicofarmaci. Di intelligenza modesta, presenta un basso tasso di scolarità e non di rado abita a poca distanza dai luoghi dove appicca il fuoco. Il suo è un comportamento obbligato, ripetitivo, ritualistico ed ossessivo. Prudente e malizioso, è attento a non lasciare tracce. E’ il tipo che, una volta dato vita al rogo, corre ad avvertire i Vigili del Fuoco e può persino mescolarsi ai volontari e collaborare all’opera di spegnimento. A casa, poi, si attacca a tutti i media che parlino della sua impresa e così rinforza il proprio desiderio. Gli serve per vincere le resistenze che gli ultimi scampoli di coscienza gli solleveranno alla prossima occasione.

Italo Interesse

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