Manutenzione del verde in emergenza, Aprile: “Lo stop è un intoppo, non una resa”
Le polemiche fra verde urbano, gara sospesa dal Tar e slittamento dei tempi

Al centro delle polemiche fra verde urbano, gara sospesa dal Tar e slittamento dei tempi sui cassonetti intelligenti, l’assessora Lucia Aprile non si perde d’animo. Ha incontrato i residenti di via Patroni per spiegare il valore del Ccr come “strumento di civiltà ambientale” ed è fiduciosa sulla svolta che Foggia vivrà con la gestione in “lotti” del bando sospeso da Tar. Un equilibrio non semplice fra burocrazia e finanziamenti da non perdere segna questo periodo a metà della consiliatura. La verifica politica in corso e il clima di “guerra di tutti contro tutti” non aiuta, anzi è un po’ “svilente”. Aprile si concentra sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini che, secondo l’assessora, resta una priorità ed è già fragile di suo.
Non solo il verde da curare in emergenza dopo lo stop alla gara, ma anche alcuni luoghi – uno fra tutti, piazza Padre Pio, cuore della movida giovanile nella bella stagione – che avrebbero bisogno di un remake mentre vanno avanti con manutenzione ordinaria. Si continua a lavorare sull’emergenza di Borgo Incoronata dopo l’alluvione. “Non è una periferia da dimenticare ma parte di Foggia, con pari dignità”, dice l’assessore, a cominciare dal sostegno alle persone più fragili e secondo procedure che coinvolgono direttamente la Regione e il Governo.
Hai incontrato i residenti di Via Patroni dove sta nascendo un altro CCR. Perché?
“Ho incontrato i residenti perché credo nel dialogo diretto come metodo di governo, non come esercizio retorico. Ascoltare le preoccupazioni di chi vive accanto a un cantiere PNRR è un atto dovuto. Ho spiegato cosa sarà il Centro di Raccolta: un’infrastruttura moderna, recintata, con accesso controllato, che consentirà ai cittadini di conferire separatamente rifiuti ingombranti, RAEE, oli, farmaci. Non un deposito, ma uno strumento di civiltà ambientale”.
Anche questo CCR, come quello in Viale Kennedy, è stato molto criticato per l’individuazione del sito. Una scelta dell’amministrazione Landella che avete ritenuto opportuno non modificare?
“Le localizzazioni dei CCR sono state individuate nella precedente consiliatura, sotto l’amministrazione Landella, e successivamente gli ulteriori nella fase commissariale prefettizia con fondi Pnrr. Noi le abbiamo ereditate insieme ai finanziamenti già assegnati e agli iter progettuali già avviati. Modificare un sito PNRR a cantiere in corso avrebbe significato rinunciare alle risorse, e questo non era accettabile per la città. La mia responsabilità è completare le opere, garantire che funzionino bene e che l’impatto sui residenti sia gestito con attenzione e rispetto, redigendo con loro regolamenti che siano funzionali all’esigenza di tutti nel rispetto di chi abita quelle zone. È quello che stiamo facendo”.
La gara di appalto per il verde pubblico è stata sospesa. Il bando chi l’ha redatto?
“Il bando, nelle sue fasi procedurali, è stato gestito dalla Provincia di Foggia per nostro conto, attraverso la Stazione Unica Appaltante. La Provincia sta affrontando la questione con la massima determinazione, noi nel frattempo stiamo salvaguardando la continuità del servizio, non senza difficoltà, soprattutto in questo periodo primaverile che è il più esigente dal punto di vista manutentivo”.
Ora cosa succede? Foggia poteva svoltare dopo tanta attesa, come hai detto in più occasioni.
“Foggia può e deve svoltare. Questo lo confermo. La sospensione è un intoppo, non una resa. Siamo certi che non appena si smarcherà la questione, il nuovo bando restituirà efficienza e decoro al verde urbano di Foggia. Rappresenterà un salto di qualità rispetto al passato con frequenze definite, criteri agronomici, penali reali. Non sarà il solito appalto indefinito e che risponde a criteri forfettari. È un obiettivo su cui non arretriamo”.
Sfalcio di erba in alcuni prati e giardini ma ancora tante erbacce anche nelle conchette degli alberi. Come vi state organizzando?
“Lo sfalcio nelle aree a prato sta procedendo secondo le priorità stabilite, cioè piazze, parchi, arterie principali. Le conchette degli alberi sono un problema specifico che richiede interventi manuali, non meccanizzati, e dunque tempi diversi. Ho già segnalato questa criticità agli operatori. È una questione di dettaglio, ma è esattamente il dettaglio che distingue una città curata da una trascurata. Ci stiamo organizzando per garantire anche questa fase, compatibilmente con le risorse di personale disponibili”.
Piazza Padre Pio è stata ripulita ma è ridotta male. Com’è possibile che una zona frequentatissima in estate non entri nel novero delle cose da rifare?
“Ha ragione chi la segnala, e capisco la frustrazione. Piazza Padre Pio è un luogo del cuore per tantissimi foggiani, e merita ben più di una pulizia ordinaria. Devo però essere onesta con i cittadini: una città delle dimensioni di Foggia, che affronta da anni un calo demografico costante con le conseguenti ricadute sulle entrate comunali, non può pensare di riqualificare tutte le proprie piazze con le sole risorse di bilancio ordinario.
Non sarebbe realistico dirlo. Quello che stiamo facendo, invece, è intercettare con sistematicità tutti i fondi disponibili – europei, nazionali, regionali – per restituire dignità alle aree pubbliche della nostra città. Piazza Padre Pio rientra nelle valutazioni in corso. L’obiettivo c’è, e lo stiamo perseguendo con gli strumenti giusti”.
Quando comincia l’attività legata ai cassonetti intelligenti? Cioè quando li vedremo dislocati in città?
“Le novità sono imminenti, e lo dico con soddisfazione. Già dalla prossima settimana ci saranno annunci importanti. Venerdì è prevista una conferenza stampa per presentare la dislocazione dei primi cassonetti intelligenti sul territorio cittadino. Abbiamo bisogno che la città e i cittadini rispondano positivamente, e che si apra un confronto onesto anche rispetto alle possibili criticità che, normalmente, emergono quando si introducono novità tanto importanti e impattanti sulla quotidianità. Questo confronto non ci spaventa, anzi lo riteniamo necessario. Servirà a tutti, istituzioni e cittadini insieme, per rendere Foggia più decorosa e più moderna”.
Ci sono stati vari problemi legati alla caduta e al taglio degli alberi. Come state pianificando questa attività? Cosa dicono gli esperti della materia?
“Stiamo lavorando con metodo scientifico. Ogni intervento su alberi pubblici, che si tratti di abbattimento, potatura o messa in sicurezza, viene preceduto da una valutazione fitostatica effettuata da tecnici abilitati, con protocolli riconosciuti a livello nazionale. Gli esperti ci dicono una cosa chiarissima: il patrimonio arboreo di Foggia è anziano e in molti casi mai stato gestito con continuità. Questo significa che i rischi esistono, e vanno affrontati con coraggio e trasparenza, non minimizzati o chiusi nei cassetti per quieto vivere e consenso. Piantare nuovi alberi e mettere in sicurezza quelli esistenti sono due facce della stessa politica”.
Per l’emergenza Borgo Incoronata tu con gli uffici avete stilato una dettagliata relazione. Come vi state muovendo a un mese dall’alluvione?
“Abbiamo voluto innanzitutto fotografare la situazione allo stato dei fatti. La nostra non è stata non una relazione tecnica in senso stretto, ma una ricognizione puntuale di quanto accaduto, dei nuclei familiari coinvolti, dei danni riscontrati. Un punto di partenza necessario per non lasciare nulla al caso e per avere dati certi su cui costruire le risposte. Ora le procedure andranno avanti secondo quanto verrà indicato dalla Regione e dal Governo, che sono i soggetti chiamati a definire gli strumenti e le risorse disponibili.
Quello che è certo è che i residenti non possono essere lasciati soli in questa fase. Soprattutto chi è più fragile, chi non riesce a dare risposta immediata a bisogni concreti e oggettivi. In questo senso dovrà muoversi tutta l’amministrazione, e dovrà farlo anche il Consiglio Comunale, perché è proprio in questi momenti che la politica può fare la differenza. Non come slogan, ma come presenza, come azione, come scelta concreta di stare vicino alle persone più vulnerabili. Borgo Incoronata non è una periferia da dimenticare ma è parte di Foggia, con pari dignità”.
Della verifica al Comune di Foggia che idea ti sei fatta? Hai parlato con il tuo partito?
“Preferisco che siano i partiti e la Sindaca a fare il punto della situazione. Il mio ruolo, quello che mi è stato affidato dalla Sindaca e dal partito, è quello di continuare a fare il mio lavoro, provando a offrire il meglio a questa città, seppur con le tante difficoltà che emergono in un contesto atavicamente critico come quello di Foggia. È lì che voglio concentrare le mie energie, ed è quello che i cittadini si aspettano da me.
Non nascondo che un clima perennemente teso finisce per essere svilente. Ma alimentare una guerra di tutti contro tutti non serve a nessuno. Anzi, indebolisce la politica, svilisce le istituzioni e fa venire meno quel rapporto fiduciario con i cittadini che è già fragile di suo. Le criticità c’erano, ci sono e ci saranno, a maggior ragione in una realtà come questa. Ma in un contesto serio si affrontano e si superano senza protagonismi, senza strumentalizzazioni, con la consapevolezza che ogni energia dispersa in conflitti interni è sottratta alla comunità. E Foggia non può permettersi questo lusso”.
Paola Lucino
Pubblicato il 12 Maggio 2026



