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Manfredonia pronta a diventare il Porto Industriale della Capitanata

I nastri trasportatori saranno smantellati. Campo libero al maxi-investimento da 120 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

I nastri trasportatori del porto industriale di Manfredonia saranno smantellati per lasciare campo libero al maxi-investimento da 120 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza su quello che si avvia a essere il Porto industriale della Capitanata: “un’infrastruttura a servizio della Puglia e della sua parte settentrionale, la più prossima alle direttrici di traffico delle merci verso l’Italia e l’Europa”, come ha sottolineato il presidente Michele Emiliano, ieri mattina, nel corso della conferenza stampa per illustrare la partenza dei lavori.L’incontro che si è svolto presso il Bacino Alti Fondali ha segnato un momento storico per l’infrastruttura portuale di Manfredonia, che diventa finalmente il porto industriale di riferimento per l’intera provincia di Foggia.Dopo oltre 20 anni di richieste per un rilancio strategico e per una connessione con alti snodi della logistica e dei trasporti, il progetto di trasformazione è ufficialmente in corso, con un investimento complessivo di 121 milioni di euro.“Manfredonia è una delle città meglio infrastrutturate della Puglia – ha detto il presidente Emiliano – Quello di oggi è un passaggio epocale perché stiamo rimediando a una serie di scempi paesaggistici e ambientali del passato. Liberato da questo impiccio, il porto tornerà ad essere ambientalmente sostenibile e utile per l’insediamento di nuove imprese”.

“Oggi scriviamo una pagina importante della storia di Manfredonia e del suo porto,” ha dichiarato Vincenzo Leone, commissario straordinario dell’AdSPMAM. “Con questo intervento essenziale per la rifunzionalizzazione del Bacino Alti Fondali, eliminiamo una struttura inutilizzata da 30 anni, che ostacolava lo sviluppo del porto. Questo successo è frutto della sinergia tra tutti gli attori istituzionali, superando gli ostacoli che paralizzavano l’area operativa dello scalo industriale della Capitanata.”“Dopo circa trent’anni, smantelliamo un’opera inutile e dannosa per l’economia del porto”, ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Bilancio. Programmazione unitaria e alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, sottolineando quanto l’investimento “trasformerà Manfredonia nel grande porto industriale di tutta la provincia di Foggia, connettendolo fisicamente via ferro alla grande piattaforma logistica e allo scalo merci che stiamo realizzando nell’area industriale di Foggia Incoronata”.Anche l’Assessora ai Trasporti della Regione Puglia, Debora Ciliento, ha evidenziato l’importanza del progetto: “Si è scritta una bella pagina di politica che ha visto lavorare insieme diversi attori del territorio e della regione. Un risultato che cambierà la faccia di questo territorio e realizza una visione strategica di rilancio del porto industriale di Manfredonia, condivisa tra Regione Puglia, Comune di Manfredonia, AdSPMAM, Consorzio ASI Foggia e RFI, in perfetta coerenza con quanto definito nel Piano Regionale delle Merci e della Logistica, che si propone di incentivare il trasporto su ferro, migliorare l’accessibilità portuale, garantire i collegamenti di ultimo miglio, così da favorire il riequilibrio modale, e nel Piano Attuativo del Piano Regionale dei Trasporti 2021-2030.”

Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha dichiarato: “Non c’era modo migliore per cominciare. La demolizione dei nastri rappresenta un cambio di pagina. Manfredonia è chiamata a diventare un punto di riferimento per lo sviluppo, grazie al porto, all’area industriale, alla ferrovia e all’aeroporto, ma soprattutto con il gioco di squadra delle realtà locali.”

 

È intervenuto anche il consigliere Paolo Campo, ex sindaco di Manfredonia: “Oggi è una giornata storica per Manfredonia. Ci ricorderemo dell’amministrazione di Michele Emiliano perché ha segnato i prossimi cinquant’anni della città, avendo fiducia nel territorio e ascoltando chi lo conosceva. Dopo trent’anni, rimuoviamo una struttura inutile e apriamo l’area retroportuale a nuovi sviluppi. Emiliano ha sempre ascoltato e agito per il bene della città, finanziando interventi cruciali come lo snodo di Incoronata. Queste azioni garantiranno una configurazione dignitosa al nostro porto, permettendo di riammirare il Gargano e il mare. Continueremo a lavorare per il treno, perché non ci rassegniamo e sappiamo aspettare.”

 

La conferenza ha visto anche la presenza del sindaco di Mattinata Michele Bisceglia e del sindaco di Cerignola e consigliere di amministrazione del consorzio ASI Francesco Bonito.

 

Il progetto prevede due interventi principali: lo smantellamento degli inutilizzati nastri trasportatori e il ripristino della connessione ferroviaria con l’area industriale di Foggia Incoronata.

I nastri trasportatori, della lunghezza di circa 2,5 km, non sono mai entrati in funzione e hanno rappresentato un ostacolo significativo per l’operatività portuale. La loro rimozione, confermata dall’AdSPMAM e dal Consorzio ASI-Foggia, è necessaria per lo sviluppo dei traffici portuali e per consentire nuovi investimenti.Il ripristino della connessione ferroviaria, noto come linea Frattarolo, collegherà il porto alla linea ferroviaria adriatica e tirrenica, migliorando l’accessibilità portuale e la logistica delle merci. Questa infrastruttura è finanziata con 80 milioni di euro provenienti dal programma di interventi infrastrutturali sinergici e complementari al PNRR e 41 milioni di euro in attuazione delle misure previste dal PNRR per le Zone Economiche Speciali (ZES).Con questi interventi, il Porto di Manfredonia si prepara a diventare un hub strategico per la logistica e il trasporto merci, con benefici significativi per l’economia regionale e nazionale.

 


Pubblicato il 4 Luglio 2024

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