Primo Piano

Maggioranza ormai liquefatta alla Regione

La coalizione pugliese di centrosinistra è da tempo ormai in tutt’altre faccende affaccendata e la priorità è sicuramente quella delle candidature

Ennesima seduta del Consiglio regionale pugliese, quella di ieri, conclusasi con lo scioglimento per mancanza di numero legale. Pertanto non è affatto azzardato ipotizzare che anche la risicatissima maggioranza (appena 26 voti, compreso quello del presidente, sui 51 del plenum) che sostiene il governatore Michele Emiliano in realtà si è liquefatta e, quindi, che alla Regione Puglia si naviga a vista. Infatti, si legge in una nota a firma dei sei consiglieri regionali (Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia, Francesco La Notte, Antonio Raone e Giuseppe Tupputi) di Forza Italia, che hanno dichiarato: “Lo ammettono anche loro” che la maggioranza non c’è più, secondo quanto rivelato da un consigliere stesso di centrosinistra (Tutolo), a margine dell’ennesima seduta del Consiglio regionale conclusa per mancanza del numero legale. E quindi, per i sei esponenti forzisti, alla Regione Puglia “siamo nel caos più totale”, poiché “il Consiglio è ormai fagocitato dalle loro liti e non è nelle condizioni di fare ciò che gli compete”, ossia “approvare leggi, risolvere i problemi dei cittadini e disegnare il futuro della Puglia”. Per poi concludere che, per i rappresentati regionali del partito pugliese di Antonio Tajani, “la nostra comunità non merita uno spettacolo così avvilente e non merita che le istituzioni abbiano le mani legate per colpa di una maggioranza inesistente, se non negli schemi elettorali”. Infatti, la coalizione pugliese di centrosinistra è da tempo ormai in tutt’altre faccende affaccendata e la priorità è sicuramente quella delle candidature e degli schemi per l’imminente tornata elettorale regionale. Nel centrosinistra pugliese il nodo da sciogliere più importante è verosimilmente quello di definire se l’ex sindaco di Bari ora eurodeputato dem, Antonio Decaro, si candiderà, oppure no, per la guida della Regione. I tempi sono ormai ristretti e Decaro non può continuare a tergiversare ancora a lungo sulla questione perché, nel caso in cui decidesse di rinunciare a presentarsi come candidato presidente, deve dare la possibilità al candidato alternativo prescelto di potersi organizzare al meglio e non rischiare di giocare la partita in maniera improvvisata. Una scelta tardiva non solo renderebbe più complicata e difficile la campagna elettorale di un candidato presidente scelto in ritardo, come è talvolta accaduto in passato sul fronte opposto, ma metterebbe anche a rischio il vantaggio che il centrosinistra pugliese avrebbe, almeno sulla carta, con la candidatura a governatore di Decaro. Quest’ultimo, per sciogliere definitivamente la riserva, in un senso o nell’altro, ha subordinato la sua decisione a quella del governatore uscente, Emiliano, che vuole correre per un seggio nell’Assemblea pugliese e che, in tal caso, vedrebbe anche un altro ex governatore, Nichi Vendola, scendere in campo con lo stesso obiettivo. Decaro, infatti, nella sua eventuale corsa da candidato governatore non vuole evidentemente personalità per lui ingombranti nel futuro Consiglio regionale. Perciò se Emiliano e Vendola vorranno essere della partita, Decaro ha già detto di non essere interessato alla corsa a governatore. Come potrebbe concludersi il braccio di ferro, in particolar modo, tra Decaro ed Emiliano all’interno del centrosinistra non è semplice da prevedere, perché è probabile che la contrapposizione sorta tra i due possa essere ancora una volta solo apparente ed avrebbe come scopo unicamente quello di mettere in difficoltà a livello nazionale i partiti della coalizione di centrosinistra, in particolare il Pd, che, nel caso non ci fosse stato alcun problema, per la Puglia avrebbero potuto fare scelte anche diverse da quella di Decaro per la guida della coalizione. Invece, il ritardo dei Decaro nella decisione e la presa di posizione di Emiliano per la candidatura potrebbero determinare un compromesso con quelle forze della coalizione, come il M5S ed Avs, che in Puglia avrebbero sicuramente qualcosa da dire, o da proporre, per la candidatura a presidente della Regione.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 9 Luglio 2025

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio