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Luigi Zampino, quando l’arte diventa relazione

Non smette di stupire la scena artistica dauna, ricca di espressioni e profili di rilievo, che con concretezza portano avanti le proprie passioni in modo significativo e progettuale, fino a farne dei veri e propri punti di riferimento sociali. Stiamo parlando di Luigi Zampino, attore di San Paolo di Civitate, autore e interprete di tanti spettacoli tenuti nelle principali piazze e teatri della provincia, e ideatore de La Bottega dei folli, laboratorio artistico che lo stesso definisce: “Bottega” in quanto laboratorio con vetrina affacciata sul mondo, “dei Folli” perchè chi vi entra si lancia in un volo sconosciuto e carico di emozioni. Anche questa storia, come molte altre, inizia sin da piccolo, quando Luigi metteva in scena suoi primi personaggi. “Da sempre volevo raccontare come vedevo il mondo e la gente, di cui rubavo i vezzi, le mosse, imitandola, questo è stato il mio approccio alla recitazione” spiega l’attore, in cui sopravvive senz’altro un approccio mimico e teatrale che riporta anche al circo e all’avanspettacolo, e a cui si affiancano in un secondo momento la letteratura e le parole, puntando al teatro, divenuto musical grazie allo studio autodidatta degli strumenti musicali e del canto. E sarà proprio il musical a segnare una tappa importante per la storia e la formazione di Zampino, che inizia con la prima rappresentazione in parrocchia di “Aggiungi un posto a tavola”, proseguendo con la nascita della compagnia “Dietro le Quinte”, di cui diviene presidente. Con questa porta in scena tanti musical, tra cui ricorda il Notre-Dame de Paris, in cui interpretava il gobbo, che gli valse la selezione per una performance presso il Teatro del Fuoco di Foggia. Si aggiungono le rappresentazioni di Pinocchio, dei Pooh, del romano Rugantino e di altre opere portate con successi nei palchi della provincia, distinguendosi per gradimento e pubblico, e divenendo sempre più una realtà del settore. A questa prima fase seguirà un percorso di formazione teatrale, che lo condurrà a Roma presso il Teatro Abarico, all’Istituto Teatrale Europeo e poi al Teatro di Nessuno, con corsi sull’improvvisazione teatrale, nell’idea che al talento e alla passione vada affiancata consapevolezza e tecnica, lontano dai facili applausi e dalle civetterie di provincia. Dopo il percorso teatrale una svolta fondamentale per l’artista, che giunge a fondere l’arte con le relazioni, aprendosi alle arti terapia, in formazione come arte terapeuta con specializzazione in teatro terapia presso la scuola Artedo, di Lecce, Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative. Nasce allora La Bottega dei Folli, ambizioso progetto di cui Zampino è coordinatore, e in cui si producono spettacoli e si fanno progetti di teatro terapia da cui poi nasceranno rappresentazioni, curando l’aspetto terapeutico, grazie alla relazione d’aiuto con adolescenti, adulti e diversamente abili. L’idea di base è che tutti hanno qualcosa di creativo e che se la creatività fa stare bene l’artista, allora può far star bene tutti.  Ma non si pensi che raggiungere un traguardo umano ed artistico simile sia semplice, richiede invece un notevole lavoro su sé stessi, fatto di introspezione, ascolto, dialogo interiore e crescita personale, che porta a sospendere il giudizio verso gli altri e verso sé, maturando una maggiore onestà intellettuale e una accresciuta possibilità relazionale. Ne deriva un’arte messa a servizio di chi voglia beneficiarne, dove la gratitudine e il piacere di emozionare contano più dell’applauso, spiega l’attore. Oltre che con i suoi allievi Luigi Zampino ama interagire con artisti sia della sua cittadina che di altre limitrofe, come Lesina, Torremaggiore e San Severo, e tante sono le collaborazioni a progetti e spettacoli tenute nel tempo, insieme ai teatri che lo hanno ospitato, quali il Verdi di San Severo, il Rossi di Torremaggiore e il Teatro del Fuoco di Foggia, fino a giungere in quel di Brescia – senza disdegnare la prima gavetta, i diversi teatri di parrocchia, e locations pù fantasiose in cui si è esibito. Credendo nella collaborazione quale mezzo di sviluppo artistico, ed innamorato della propria terra e della sua bellezza, si batte per valorizzarla anche scrivendo una canzone dedicata a San Paolo di Civitate, in cui ha avuto il piacere di collaborare col Maestro Nazario La Piscopia. Per le interazioni ricorda tra gli altri i Maestri Pasquale Patella e Michela Celozzi per la musica, e l’attore Gigi Minischetti. Tra le iniziative on line, lanciata durante il periodo di quarantena pure una rivista, uno spazio aperto a chi volesse esprimere il proprio pensiero con video ed esecuzioni artistiche, cornice che ha visto una ricca partecipazione di interpreti e di appassionati nei vari linguaggi. Accanto a spettacoli di cui è puro interprete, tanti di cui è anche autore, come Donna e /è poesia, Esistere o resistere, e alcuni scritti per il teatro terapia come Bing Bang Show, Dalla Fabula al Teatro, Sulla mia strada. Tra le sue rappresentazioni ricordiamo, Si stava meglio quando si stava peggio, dedicato a Matteo Salvatore, Elogio dell’Attore, Il Teatro di Campagna, tenuto nella splendida cornice di Posta Faugno e La Battaglia, progetto di valorizzazione territoriale sulla mitica Battaglia di Civitate. Tra i progetti futuri, soprattutto la ripresa a settembre dei corsi de La Bottega dei Folli.

 

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