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Lopalco: “Il virus circola a bassa intensità su tutto il territorio nazionale”

Nessun caso positivo al covid-19 (Coronavirus), su 2790 test, e un decesso si registrano in Puglia. Emerge dal bollettino epidemiologico quotidiano reso noto dal presidente della Regione, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro. Ieri erano stati due i nuovi positivi su 2658 tamponi e due i morti. Il decesso riguarda un residente nella provincia di Bari.  Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati
168.388 test. Sono 3809 i pazienti guariti (+12 rispetto a ieri) e 177 i casi attualmente positivi (-13). Il numero dei morti sale a 543.Sono 29 i ricoverati dei quali nessuno in terapia intensiva. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di4.529 così divisi: 1.491 nella provincia di Bari;  380 nella provincia di Bat; 659 nella provincia di Brindisi; 1.170 nella provincia di Foggia; 520 nella provincia di Lecce; 280 nella provincia di Taranto;
29 attribuiti a residenti fuori regione.  “Al momento la prima ondata pandemica è in fase di risoluzione in tutta Italia, il virus circola a bassa intensità su tutto il territorio nazionale, dando segno di sé attraverso focolai di limitata estensione in diverse regioni”. Lo scrive sulla propria pagina facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese per l’emergenza coronavirus, analizzando le informazioni conosciute e gli aspetti ancora poco chiari sul Coronavirus.
“Dalle indagini siero-epidemiologiche di cui si ha notizia in maniera aneddotica – rileva – la percentuale di popolazione che ha sviluppato anticorpi contro il virus è mediamente bassa nelle regioni del nord (<30%) e molto bassa (<2%) nelle regioni del Centro Sud”. Al momento, “non esistono evidenze che le mutazioni cui è andato incontro il virus ne abbiano ridotto la aggressività in termini di outcome clinico”, al contrario “il virus che ora circola in sud America è probabilmente lo stesso che circola in Europa”.

 

“Non sappiamo se il caldo rallenta il virus”

 

– “Non conosciamo il comportamento del virus in relazione al clima e, quindi, non sappiamo ancora cosa potrebbe succedere in estate se eliminassimo del tutto le misure di controllo ed un minimo di distanziamento fisico”. “Non sappiamo – aggiunge – se ci sarà una seconda ondata in autunno o inverno perché questo dipenderà fortemente dalla capacità di bloccare la circolazione del virus da parte della sanità pubblica. Non sappiamo se e quando sarà disponibile in produzione su larga scala un vaccino sicuro ed efficace”.Quindi, “gli interventi di identificazione dei casi – spiega – e il tracciamento dei contatti, con conseguente interruzione delle catene di contagio e circoscrizione dei focolai, sono ad oggi le misure più efficaci di mitigazione dell’epidemia”. Per Lopalco, “la messa in sicurezza degli ospedali e delle Rsa resta la priorità per evitare che il virus penetri in setting assistenziali di popolazioni particolarmente fragili”.

 

 

Nel Nord Italia almeno da dicembre

 

” Un virus pandemico dal nome SARS-CoV-2 ha fatto ingresso nel nord Italia almeno da dicembre 2019″: “Dopo circa 3 mesi di libera circolazione durante la stagione invernale il virus ha dato vita ad una ondata pandemica che ha avuto un forte impatto su molte regioni del Nord – ha aggiunto – e ha messo in ginocchio il servizio sanitario lombardo. L’ondata pandemica e’ stata mitigata con efficacia nelle Regioni del Centro Sud Italia, grazie ad una combinazione delle misure di lockdown e di controllo delle catene di contagio sul territorio”. “La prima ondata pandemica e’ in fase di risoluzione in tutta Italia ma gli interventi di identificazione dei casi e tracciamento dei contatti, con conseguente interruzione delle catene di contagio e circoscrizione dei focolai, sono ad oggi le misure piu’ efficaci di mitigazione dell’epidemia:.L’esperto ha chiarito che ci sono ancora molte cose che non si sanno del virus e dunque non e’ possibile prevedere cosa potrebbe succedere in estate se eliminassimo del tutto le misure di controllo ed un minimo di distanziamento fisico. Ne’ se ci sara’ una seconda ondata in autunno-inverno, “perche’ questo dipendera’ fortemente dalla capacita’ di bloccare la circolazione del virus da parte della sanita’ pubblica”.
L’epidemiologo ha anche indicato come sia necessario “mettere in sicurezza degli ospedali ed RSA resta la priorita’ per evitare che il virus penetri in setting assistenziali di popolazioni particolarmente fragili”. Per questo, secondo Lopalco, “ottimismo e prudenza siano due atteggiamenti da non contrapporre ma da tenere entrambi nella giusta considerazione”.

 

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