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Lezioni di storia della Medicina

La peste, il vaiolo, la spagnola, e poi il Covid. Le maggiori epidemie della storia dell’uomo sono state al centro di una serie di lezioni di storia della Medicina, tenute, in modalità agile, dal prof. Antonello Bellomo, direttore della cattedra di Psichiatria e docente di Storia della Medicina presso l’Università degli Studi di Foggia, e dalla professoressa Antonietta Pistone, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico Guglielmo Marconi, e direttore di Dipartimento. L’occasione degli incontri è nata dalla presentazione del libro “Il Virus nella Mente”, edito da Wip Edizioni di Bari, nel Luglio 2020, e scritto dallo stesso professor Bellomo, con presentazione della professoressa Pistone. Il testo, già adottato presso l’Università degli Studi di Foggia dal professor Antonello Bellomo per il suo insegnamento di Storia della Medicina, si presenta come un rapido excursus sulle maggiori epidemie della storia umana, a partire dalla peste narrata da Tucidide in Grecia, attraverso la peste Antonina a Roma, la peste nera, la sifilide, il vaiolo, il colera, la febbre spagnola, fino alle più recenti epidemie di aids, ebola, influenza aviaria, suina, H1N1, e al covid19. Le lezioni hanno avuto come loro obiettivo il prendere in considerazione alcuni aspetti ricorrenti dei comportamenti e degli atteggiamenti umani posti in essere nel corso di questi eventi catastrofici della storia, che sono stati sempre preceduti o succeduti da guerre, carestie, gravi congiunture economiche, e che spesso hanno determinato dei veri e propri cambiamenti radicali ed epocali del modus vivendi nelle popolazioni, come la peste nera che addirittura segnò la fine del Medioevo e l’inizio dell’Umanesimo Rinascimentale. Ciò che, difatti, conta davvero, nel corso delle epidemie, è la capacità di resilienza della popolazione che, lungi dall’essere sopraffatta dalla luttuosa tragedia degli eventi pandemici, e dalla paura da questi determinata, si abitua a convivere con gli agenti infettivi, e costruisce forme di protezione e di riscatto socioeconomico, oltre che sanitario, come terapie e vaccini ad hoc. Alcune di queste epidemie “dimenticate”, sovente anche dai testi ad uso nelle scuole in forma di manuali scolastici, hanno molti aspetti in comune con l’attuale pandemia di Coronavirus, che i giovani stanno ormai vivendo sulla loro pelle, insieme a tutta la popolazione mondiale, da circa dieci mesi. Con le classi che i docenti hanno incontrato sono stati perciò approfonditi gli elementi storici di riferimento, ma soprattutto sono stati attualizzati i contenuti disciplinari, richiamando direttamente l’esperienza esistenziale dei giovani. Un momento significativo di apprendimento sul campo, in cui fare lezione è stato un “dialogare con” su un tema di scottante attualità, che sta modificando i comportamenti, i modi e le forme di interazione reciproca, dal distanziamento fisico alla didattica a distanza, che hanno permesso a scuola e università di rinvenire nuovi modelli metodologici di approccio alla lezione tradizionale. Ma anche un’occasione per riflettere insieme sul valore di un libro, e sul significato della presenza del suo autore, che esce dall’oscurità della pagina scritta per diventare testimone incarnato della sua stessa narrazione. Il lavoro del professor Antonello Bellomo, difatti, si muove su tre direzioni: quella squisitamente storica, con la sua carrellata delle maggiori epidemie che, nel corso del tempo, hanno afflitto le popolazioni; quella più strettamente medica, con le indicazioni tecnico scientifiche sulle pandemie richiamate nel testo; quella psicologico-psichiatrica, con le coazioni a ripetere, le paure dominanti, l’attribuzione del nesso causale e il negazionismo, purtroppo sempre presente, anche davanti ad una tragedia grande come quella del covid19 che si sta ancora consumando.

 

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