Lega, la nuova fase di Cera. “Vannacci? Da dimostrare cosa può dare”
Il neo segretario provinciale apre agli ex e agli indecisi: “Porte aperte a chi vuole tornare”

“Abbiamo fatto un congresso unitario, nel senso che c’è stata un’unica mozione, un unico candidato segretario e sette candidati per il direttivo. Non ti nascondo che una parte della vecchia Lega non ha partecipato, e non l’ha fatto perché evidentemente ha ritenuto così”.
Napoleone Cera, consigliere regionale della Lega, è stato da poco eletto segretario provinciale del partito in Capitanata, o “di sezione”, secondo la terminologia esatta. Inevitabile raccontare anche un po’ di pregresso in questa nuova fase del partito. Eravamo rimasti all’elezione di Cera alle Regionali; prima, una graduale dissoluzione della sigla leghista alle Comunali di Foggia.
“Immaginavano – dice Cera, riprendendo il suo discorso – che il partito sarebbe rimasto sulle sue posizioni. Invece il nazionale ha dato direttive molto chiare: allargare il più possibile il partito sul territorio dove è possibile ma, soprattutto, non fermarsi a guardare indietro. Dobbiamo pensare al futuro e correre, perché dobbiamo dare risposte al territorio. Non ci attardiamo a rispondere a chi ha qualche mal di pancia o, addirittura, non partecipa al congresso provinciale. Significa che loro stessi hanno ammainato bandiera”.
Fra i non partecipanti anche l’ex consigliere regionale Joseph Splendido.
Sì, non ha partecipato al congresso e non è nel direttivo. Ma, come ho detto durante i lavori congressuali, la porta è sempre aperta. Se loro decideranno di tornare sui loro passi potranno dialogare anche con “questa parte”, l’una non esclude l’altra.
Una parte della Lega è andata via?
“Alcuni, dopo l’esito delle Regionali, li ho recuperati. D’altra parte le urne hanno dato un esito chiaro, di rinnovamento. Quelli che hanno lasciato non si sono fatti sentire, non so nemmeno cosa vogliano fare, se stiano andando via o se vorranno esserci”.
Un gruppo di Foggia?
“Non solo, anche qualcuno di San Severo e Cerignola. In queste ore, tuttavia, sto nominando i commissari cittadini. Si deve ripartire con persone nuove che sappiano portare la Lega verso nuovi approdi”.
Su Foggia qual è la situazione? Alle ultime Comunali il simbolo della Lega non c’era.
“Come ho detto, non bisogna voltarsi indietro, ma dobbiamo comunque ricostruire il presente con una politica del ‘tutti’. Al congresso della Lega era presente anche Antonio Vigiano. Spero che non solo lui, ma anche altre risorse che sono state nella Lega, possano riavvicinarsi. Ci sono state varie guerre interne che sto cercando di superare”.
Anche a San Severo la Lega ha avuto dei picchi e poi un crollo.
“Alle ultime Comunali la Lega si è presentata con un simbolo civico. Avrei apprezzato che l’avesse fatto con il proprio simbolo, in quanto, nel primo caso, poi le persone si sentono libere. Quando si tornerà al voto (l’amministrazione di San Severo è stata sfiduciata, ndr), ci presenteremo come Lega”.
Competizione con FdI e FI?
“Mi interessa veramente poco. Sono convinto che quando lavori sul territorio, dai risposte alle persone e fai percepire quanto vali in termini di questo tipo di politica, alla fine vieni premiato. Fdi gode dell’effetto trascinamento, cosa che noi in questo momento non abbiamo”.
Quali punti ti stanno più a cuore, anche in riferimento alla tua mozione congressuale?
“Un partito radicato in ogni comune, ascoltare prima di decidere, difendere la Capitanata, una classe dirigente preparata, un partito dove i giovani siano protagonisti, un partito moderno che sappia fare squadra”.
La Lega ha ricominciato varie volte sul territorio. Cosa ti fa pensare che sia la volta buona?
“È successo che, nel periodo in cui la Lega era a percentuali elevate, si è badato più al proprio orticello personale. Oggi il partito ha bisogno di una spinta, non ha più quell’effetto trascinamento. Credo che la situazione sia totalmente diversa”.
Sulla Lega al Sud ci sono ancora riserve…
“Vengo da una famiglia democristiana. Quando mi sono candidato in questo partito anche al suo interno qualcuno ha storto il naso, non lo nego. Ma sono convinto, e lo sono sempre stato, che fare politica all’interno di un partito nazionale sia la scelta migliore per chi vuole dare risposte al territorio. Nella Lega ci sono i migliori amministratori, è una fucina in questo senso, dai ministri ai governatori delle Regioni del Nord. Quale scuola migliore, se non quella della Lega, per ripartire? Chi dice che è il partito del Nord sbaglia sapendo di sbagliare, non vuole far crescere il territorio e il partito. Anche ieri il ministro Salvini ha presentato un programma da 350 milioni di euro per 49 interventi in Puglia sulle risorse idriche. Io ho anche chiesto un incontro con il ministro dell’Interno per parlare della sicurezza del territorio. Ecco, questi sono i temi che voglio affrontare e portare, non dico a soluzione, ma quantomeno all’attenzione”.
Come ti trovi con i colleghi di partito in Regione?
“Siamo un gruppo di quattro consiglieri molto determinati. Il capogruppo Fabio Romito lavora bene, è preparato. Io rappresento nel gruppo anche un po’ di esperienza, essendo alla terza legislatura”.
Cosa pensi del partito di Vannacci?
“È un movimento personale che deve ancora dimostrare il beneficio che può portare all’interno di un panorama politico molto frammentato. È chiaro che oggi parla alla pancia della gente. Storicamente abbiamo già visto questi movimenti, sono sempre stati ciclici. Questo è uno di quei momenti. Si sta facendo sentire e sta raccogliendo anche il consenso di persone sfiduciate dalla politica che, probabilmente, non sarebbero nemmeno andate a votare. Quindi sta recuperando consensi non solo a destra ma anche dal M5s. Fermo restando che quello che fa Vannacci non mi interessa, così come non mi interessano gli altri”.
Vi siete mai visti a Foggia, per esempio?
“Mai incontrati, mai avuto contatti”.
Come guardi alle Politiche del 2027? Ci pensi a una tua candidatura?
“Non penso alle Politiche del 2027. Adesso sto pensando al mio ruolo di consigliere regionale in Puglia. Ho molti temi da affrontare, fra cui la sanità, che mi sta togliendo parecchio tempo. Ma sono contento perché sto capendo tante cose. Se il partito mi dovesse chiedere di candidarmi, deciderò con gli amici di sempre, quelli che mi hanno sostenuto in consiglio regionale”.
Paola Lucino
Pubblicato il 11 Luglio 2026



