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Le personalità illustri di Cerignola. Un ritratto del senatore prof. Luigi Barbaro

Non sarà mai possibile amare il proprio luogo natale se non si conoscono i personaggi che l’ hanno reso ancora più grande di quanto crediamo. Il professore in Chirurgia Luigi Barbaro, nato nel 1931 e deceduto in luglio 2016, appartiene alla casta di coloro che hanno contribuito a fare eccellere Cerignola non soltanto ai livelli provinciale e regionale ma anche su scala nazionale. Infatti appena fu eletto al Senato della Repubblica, avanzò la prima seria proposta di lotta ai pericoli creati all’ organismo umano dall’ assuefazione alla < droga del tabacco >; Egli formulò tale lodevole proposta grazie agli studi giovanili e alle ricerche di docente universitario a Bari. Specializzatosi anche in urologia fu prescelto già nel 1965 come Primario del nostro Ospedale in virtù delle numerose operazioni compiute in due rinomati ospedali del capoluogo regionale. Nelle senatoriali del 1972 e del ’76 ottenne, solo in città, circa ottomila consensi per singola tornata nelle liste del partito scudocrociato; diede prova di saper fungere da incrollabile coagulo fra le fazioni in cui già in quel decennio si divideva la Democrazia Cristiana. Nel lungo e controverso decennio degli anni ‘70 riuscì sapientemente a tenere in equilibrio < la barra al centro >, applicando con attenzione sia il valore dell’ anticomunismo ( vedansi i polemici battibecchi in Senato e sui media contro la coppia radicalchic del tempo D. Fo / Franca Rame ) e il valore dell’ antifascismo. A tale proposito rinvio alla rilettura della Sua dichiarazione a difesa degli studenti della destra di Cerignola che – secondo le miopi sinistre locali che li definivano aprioristicamente “ neofascisti “– avrebbero avuto il torto nell’ ottobre 1972 di partecipare alla protesta del popolo di Cerignola vs. il governo nazionale che intendeva sopprimere l’ Ufficio Imposte DD. già a fare data dall’ anno successivo. Va ricordato che grazie alle reiterate pressioni del professore presso la Presidenza del Consiglio, la nostra città e il suo hinterland ottennero la riconsiderazione statistica circa l’ opportuno mantenimento degli Uffici finanziari ubicati all’ epoca in un palazzo di Via Napoli. Pur se d’ ispirazione filomorotea il nostro compaesano senatore mantenne una dignitosa indipendenza culturale. Nel ramo alto del Parlamento relazionò su alcuni provvedimenti di leggi provenienti dalla Camera, quasi tutte di tipo sociale assistenziale oltre che, ovviamente, sanitaria. Fu tra i primi sostenitori dell’ idea progettuale ( che verrà poi finalmente concretizzata nel corso del successivo ventennio ) di costruire un cavalcavia ferroviario che facilitasse i trasporti su ruote fra Cerignola e il centro marino di Manfredonia. Si dimostrò all’ avanguardia assoluta in tema di sviluppo del territorio perché propugnava di continuo, quasi in esclusiva splendida solitudine la necessità d’ istituire i macchinari dissalatori per sopperire alla penuria di acqua potabile per i centri rivieraschi Manfredonia Sud ( zone turistiche Scalo dei Saraceni, Ippocampo, Zapponeta e Margherita ) che per le campagne del corrispondente entroterra, da Borgo Mezzanone a Trinitapoli e San Ferdinando.

L’ULTIMO MESSAGGIO AI PIU’ GIOVANI: ADEMPIERE ALLA MISSIONE CRISTIANA

Dopo essersi maggiormente dedicato al lavoro in Ospedale impreziosendo con i propri consigli il famoso

Collegio Gestionale dell’ azienda stessa ASL / FG 10, lasciò come < campo libero > in Politica alla propria sorella M. Antonietta, docente universitaria. Quest’ ultima dimostrò di possedere doti culturali più laiche perché condusse una doppia stagione amministrativa : dapprima nella DC ( 1400 preferenze nel 1985 ) poi nel Partito Socialista nella tornata elettorale comunale primissimi anni ’90. L’ indomito spirito civico dell’ oramai < ex > senatore Barbaro Lo sospinse a riprendere il proprio impegno d’amministratore pur se dai banchi della minoranza; nell’anno 2000 concorse invano da candidato a Sindaco – per conto del Partito Popolare – contro l’ < amico avversario > dott. Antonio Giannatempo ( questi trionfò superando sebbene d’ un soffio al primo turno la percentuale del 50% degli elettori che s’ erano recati alle urne ). Sebbene consigliere d’ opposizione, il saggio “ Gino”riuscì a intrecciare in quel periodo un fecondo rapporto con numerosi giovani dediti al civismo politico, aggregati nella sede dell’ Associazione Naz. le ANPI e nel Circolo Solaris “ Itinerario Divittoriano “ di Piazza Duomo. Pertanto Gli va ascritto come indelebile merito l’ avere contribuito a trasmettere ai più giovani l’ amore per la città futura. Sono così nel vero le parole del Sacerdote che ha celebrato qualche giorno fa, in occasione dell’ anniversario di morte, la santa Messa : questo nostro illuminato Uomo sia stimato dalle nuove generazioni come modello di riferimento che ha vissuto la propria professione nella società sotto le insegne laiche della più leale, e credibile !, missione cristiana.

Beniamino Mastroserio

 

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