L’assessora Aprile: “Si volta pagina, 4 lotti e salario minimo per gli operatori”
Bando del verde pubblico a Foggia da 4 milioni di euro, le critiche degli ambientalisti

È stato pubblicato il nuovo bando per la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico a Foggia. Curato dalla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Foggia, ha un valore complessivo di 4.008.000,00 euro.
L’affidamento nell’accordo quadro è biennale, con opzione di proroga per ulteriori due anni. L’assessora all’Ambiente Lucia Aprile ne ha sottolineato la novità e l’importanza, dopo aver in più occasioni lamentato le criticità del precedente bando.
“Questo rappresenta una vera e propria rivoluzione per la nostra città”, ha commentato sui social. “Il contratto ereditato dalla commissione prefettizia lasciava infatti scoperte importanti aree di verde urbano e interi quartieri. Con questo nuovo bando si volta definitivamente pagina”.
Tra le novità più rilevanti, ha aggiunto, vi è “l’applicazione del salario minimo per tutti i lavoratori del settore, così come deliberato dal consiglio comunale, a garanzia di condizioni di lavoro dignitose ed eque. Sul piano operativo, la suddivisione del territorio in 4 lotti funzionali permetterà interventi più mirati e capillari su tutta la città, con tempi di esecuzione più rapidi e risultati più efficaci, nel pieno rispetto della stagionalità del servizio”. La scadenza per la presentazione delle offerte è il 25 marzo. I lotti riguardano la suddivisione della città in varie zone, da nord a sud e da est a ovest, compresa la parte delle borgate e delle strade extraurbane oltre la tangenziale.
Gli ambientalisti, tuttavia, sono scettici e hanno criticato il modo di procedere senza coinvolgimento. Negli ultimi mesi, infatti, è un pullulare di critiche alle potature mal fatte, ai ritardi sui programmi e al venir meno dei “proclami elettorali”.
“Fa male constatare – dice Vincenzo Rizzi – che la scelta di procedere sul nuovo bando per il verde, ignorando totalmente il confronto con parti sociali, associazioni ambientaliste, comitati e ordini professionali, sia la ‘prova del nove’ di un fallimento annunciato. Doveva essere l’era della discontinuità, della partecipazione e del dialogo, invece ci ritroviamo davanti al solito vecchio muro di gomma”. Rimproverano all’assessora e agli uffici di “procedere in solitaria, chiusi nelle stanze del Palazzo”.
“Si potrebbe ancora invertire la marcia, certo, ma il sospetto, ormai quasi certezza, è che tra quei corridoi la conservazione dello status quo sia molto più comoda del coraggio di innovare”. Delusi dall’assessora che proviene dalle fila della cittadinanza attiva, la scia di contestazioni e polemiche si delinea anche sul fronte Amiu.
Com’è noto, resta aperta la questione dei cassonetti intelligenti non ancora installati, del relativo piano industriale cui tener fede e della poca efficienza del servizio. “Possiamo ritenere anche questa l’ennesima operazione calata dall’alto, senza condivisione e confronto con la cittadinanza”, è il commento al bando di Maurizio Marrese, presidente del WWF. “Praticamente sta accadendo esattamente il contrario di tutte le battaglie fatte dalla cittadinanza in passato. Sbandierare i milioni di euro che i cittadini spenderanno per un servizio non serve a molto se poi è svolto male come oggi; ricordo l’esempio Amiu e altri mega-contratti”.
Il fronte contrario all’assessora procede di pari passo con la verifica politica in corso al Comune. La vicesindaca, eletta nel M5S, è nel mirino di quella società civile da cui proviene, mentre dall’altra parte fa i conti – come quasi tutta la giunta – con l’insofferenza dei consiglieri comunali che si sentono tagliati fuori dalle decisioni. Lei procede intrepida, anche perché un nuovo bando del verde era molto atteso.
Se sul contratto dell’illuminazione e sulla stessa Amiu si è dovuto operare partendo da un’eredità precedente, questa volta si può affermare che “si volta pagina”. Certo, mancano ancora una ventina di giorni alla scadenza delle offerte – la ditta che se ne occupava è in proroga tecnica da fine anno – e altri ne serviranno per la selezione.
“È un ottimo bando”, dice il consigliere comunale del M5S Francesco Strippoli. Delegato per il Bosco Incoronata, con gli ambientalisti ha invece instaurato un buon dialogo, coinvolgendoli attivamente e puntualmente negli eventi di riqualificazione e valorizzazione dell’oasi verde. “Il vecchio bando era povero, sia di fondi che di operatori. La divisione in quattro lotti significa avere più ditte al lavoro in luoghi diversi in una città estesa come Foggia”.
È stato lui stesso promotore, due anni fa, della mozione approvata in consiglio comunale per istituire la Consulta del Verde. Non ha ancora visto la luce perché manca il regolamento. “Sarà calendarizzato dopo il prossimo consiglio comunale, siamo in dirittura d’arrivo. Si tratta di una consulta che la città non ha mai avuto; nessuna amministrazione l’ha mai adottata. Forse un po’ le temono, le evitano”. Per quanto riguarda le critiche degli ambientalisti, aggiunge: “Sono d’accordo ad aprire alla città, questo può avvenire solo con la Consulta: la partecipazione della cittadinanza attiva è uno dei principi chiave del M5S”.
Paola Lucino
Pubblicato il 11 Marzo 2026


