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“Lascio con fierezza”. La sindaca Episcopo si dimette e guarda già al futuro

Venti giorni per ripensarci. Seduta deserta, stop al bilancio consuntivo

La verifica politica al Comune di Foggia si è trascinata per mesi. Quando la sindaca ha mosso la prima pedina, rimuovendo due assessori, è crollato tutto. Maria Aida Episcopo, nell’arco di un giorno, ha nominato in giunta Luigi Iorio, si è presentata in consiglio comunale senza trovare i numeri per approvare il consuntivo 2025, ha firmato le sue dimissioni e le ha protocollate. Poco dopo, si è rivolta ai cittadini e alle cittadine foggiane con un videomessaggio.

Ha spiegato così la sua scelta: “Ho sempre detto a opposizione e maggioranza che, quando avessi avuto contezza che il pavimento sotto i miei piedi poteva scricchiolare, avrei agito di conseguenza. Perché il valore della dignità umana credo sia impareggiabile e impagabile rispetto a ogni altro desiderio”.

Non solo ha detto “lascio”, ma ha anche salutato i partiti che “hanno interpretato le necessità e le priorità di Foggia”. Va via perché, pur avendo stravinto le elezioni al primo turno, tutto ciò è risultato “soccombente alla scelta deliberata di poche persone”.

Una sindaca decisa, che prende atto della realtà raccontata dai numeri mancanti. “Grossi numeri”, ha precisato, riferendosi a un partito di maggioranza, il M5s.

A mandare deserta la seduta sono stati i 15 voti raccolti in consiglio dopo la relazione dell’assessore al bilancio. Ha illustrato equilibri contabili e accantonamenti, elogiando il lavoro del dirigente del settore finanziario e dei revisori dei conti. La minoranza ha lasciato l’aula in quel frangente perché, ha spiegato Mainiero, l’intero consuntivo è frutto dell’operato degli assessori.

Assenti tre consiglieri del M5s, due indipendenti e due socialisti. Questi ultimi avevano da poco ottenuto il cambio in giunta e la stessa Episcopo ha precisato che “c’era coralità unanime sul nome scelto”. Resta dunque un mistero l’assenza dei socialisti, almeno stando alle dichiarazioni della sindaca. Secondo alcune indiscrezioni, però, persisterebbe l’insoddisfazione per una scelta non condivisa, quella di Luigi Iorio.

Ma c’è di più. Un politico di lunga esperienza come Pino Lonigro ritiene che il pacchetto dei cambiamenti non sia stato completato: “Mi sarei dimesso molto prima, a bocce ferme, fossi stato Episcopo. Avrei azzerato la giunta, chiesto un confronto, non avrei sfogliato la margherita dando una cosa per volta. Tuttavia penso che le lacerazioni verranno superate dal fatto che nessuno vuole andare a casa”.

La sindaca ha rassicurato sui prossimi giorni. Un ruolo centrale sarà svolto dalla vicesindaca Lucia Aprile, sia per l’ordinaria amministrazione sia per l’approvazione del bilancio consuntivo in seconda convocazione. L’atto, com’è noto, è sottoposto ai tempi fissati dalla diffida del prefetto e prevede i venti giorni dalla notifica.

Il consigliere Angiola, rappresentando una maggioranza “che non esiste più nei fatti”, ha rimarcato in una nota quanto la mancata approvazione del consuntivo incida sulle assunzioni, sulla possibilità di utilizzare quote vincolate o accantonate e sulle risorse destinate agli investimenti.

Il Comune di Foggia deve affrettarsi. Anche la sindaca ha venti giorni per ritirare le dimissioni. Tuttavia, il videomessaggio di Episcopo lascia intravedere una prima cittadina già proiettata verso le prossime elezioni comunali più che verso un ripensamento.

Potrebbe trattarsi di una tattica. È anche possibile che, dopo aver trascinato a lungo la verifica politica, non sia stata in grado di governarne gli sviluppi. L’ipotesi più accreditata, mentre la maggioranza tace e gli assessori preferiscono non rilasciare dichiarazioni, è che il braccio di ferro dovesse arrivare fino a questo punto per poi rientrare.

Nel video, la sindaca ha richiamato il “civismo attivo” nel quale è cresciuta fin da piccola, quasi a strizzare l’occhio a una nuova esperienza di questo tipo. D’altra parte, riteniamo che anche qualche consigliere di maggioranza si stia muovendo più da futuro candidato sindaco che da consigliere comunale.

Il problema è capire quanti siano pronti a tornare in campo restando al governo della città. Anzi, dopo aver lottato per contare di più sia tra i banchi della maggioranza sia agli occhi degli elettori che ogni giorno chiedono conto, per le strade della città, di quanto si stia facendo.

L’appello della sindaca è stato rivolto direttamente ai cittadini e alle cittadine, rivendicando quanto è stato fatto e ciò che, dati due anni e mezzo di governo, non è stato realizzato pur rappresentando una “meta auspicata”.

La responsabilità di un’eventuale fine dell’esperienza amministrativa viene attribuita non solo ai numeri mancanti, ma anche a chi quei numeri li ha fatti venir meno. Con il Pd in aula, una parte del M5S assente, insieme a socialisti e indipendenti, non si comprende di quale “esemplare” campo largo, modello foggiano di riferimento, si stia parlando.

Immaginare oggi delegazioni dei partiti dissidenti in pellegrinaggio dalla sindaca per ricucire lo strappo non appare uno scenario plausibile. Ma forse esistono altre strade.

“Lascio il campo con fierezza – ha concluso –. Un abbraccio avvolgente a chiunque vorrà credere in me”.

Paola Lucino

 

 

 

 


Pubblicato il 9 Giugno 2026

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