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La seduzione del disegno italiano nelle performance di Omar Galliani

La stessa denominazione parla chiaro. E’ la “Galleria Contemporanea” Arte, di cui è art director Giuseppe Benvenuto. Una galleria d’avanguardia – in viale Michelangelo 65, a Foggia – che si è sempre adoperata, con lodevole impegno, a promuovere personali e collettive di ampio respiro. Come attesta, anche quella più recente, dal titolo “Sguardi”, la seduzione del disegno italiano che, dal giorno 24 novembre, ospiterà una “grande firma” dei nostri giorni, Omar Galliani, uno dei massimi esponenti della contemporaneità internazionale. Va subito precisato che, in un’epoca dominata dalle tecnologie, la ricerca artistica di questo dipintore – che ha avuto i natali a Montecchio Emilia nel 1954 – si è sovente incentrata sulle potenzialità del disegno, utilizzando il carboncino e la matita. Le sue opere sono pervase dal dualismo luci-tenebre del chiaroscuro; una tecnica talmente innovativa da lasciare apparire e dissolvere le immagini, che assumono così la valenza alchemica di visioni, di simboli. In altri termini, l’Autore mette a nudo dettagli del corpo, tratti muliebri di immagini evanescenti che nascono da uno sfondo oscuro, nebuloso. Quanto al prestigioso curriculum, va sottolineato che il Nostro, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna ed ha iniziato ad operare nella città natale, dove tuttora vive ed opera, insegnando nel contempo insegna pittura all’Accademia di Carrara. Da fervido e instancabile innovatore, già a partire dagli anni Settanta, ha condiviso le tendenze del gruppo degli “Anacronisti”: in contrapposizione all’arte concettuale e alle tecniche multimediali. In tale percorso, recupera l’elemento pittorico e ripropone iconografie classiche, contaminandole a suo piacimento, in piena libertà espressiva. Va comunque riconosciuto, ad onor del vero,  che l’adesione agli “Anacronisti” resterà pur sempre alla base dell’ “escalation” artistica. Come attesta il fatto che, nonostante le molteplici sperimentazioni – dalla pittura alle “performance”, alle installazioni – le sue ricerche si concentrano, con costante e consolidata fedeltà, sul disegno a matita e carboncino. Non è finita. La personalissima rilettura in chiave moderna delle tradizioni di antica data esprime la caparbia volontà di individuare una continuità poetica e temporale tra passato e  presente.
In particolare, il tratto repentino e scioccante della matita si smaterializza nel chiaroscuro, riportando alla memoria i grandi maestri del passato e la condizione esistenziale della contemporaneità. Ne sono una riprova le opere in esposizione presso musei italiani e internazionali di eccelso valore, nonché le frequenti partecipazioni ad importanti rassegne, quali la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, nonché quelle di San Paolo del Brasile, Parigi, Tokyo, Praga, Pechino.

Vinicio Coppola

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