La Regione rilancia sul superamento ghetti in provincia di Foggia
Tarantella (Cgil): “Al tavolo istituzionale un valore aggiunto”

“In questo momento c’è grande attenzione sulla cosiddetta pista di Borgo Mezzanone, a Foggia. Stiamo cercando di adottare misure per riconvertire il ghetto in un insediamento più inclusivo e connesso con il contesto territoriale”. Lo ha detto Viviana Matrangola, assessora all’Immigrazione della Regione Puglia, a margine della presentazione del Dossier statistico immigrazione 2024 tenuta ieri a Bari. “Stiamo cercando di lavorare sulle criticità della foresteria – ha aggiunto – e su questo è stato fatto molto”. Le parole dell’assessora arrivano in una fase di grande insoddisfazione da parte dei sindaci della Capitanata e della Cgil (presso la sede barese della Cgil Puglia si è svolto l’incontro) per come sta proseguendo il progetto di superamento dei ghetti finanziato dal Pnrr.
Si tratta di 112 milioni di euro destinati a vari Comuni della Capitanata, in particolare a S. Severo (Torretta Antonacci) e a Manfredonia (Borgo Mezzanone), ghetti visitati, a luglio scorso, dalla commissione parlamentare di inchiesta sul lavoro in Italia.
La soluzione dei moduli abitativi in aree appositamente individuate “potrebbe tradursi nel semplice spostamento fisico dei ghetti, senza risolvere la questione cruciale”. Lo hanno scritto, qualche giorno fa, otto sindaci e un commissario prefettizio della provincia di Foggia al commissario ad acta nominato dal governo. Hanno espresso tutta la loro delusione per le nuove direttive, se pur finalizzate a velocizzare l’iter. “L’installazione di moduli prefabbricati rischia di diventare un semplice spostamento fisico dei ghetti, senza risolvere le problematiche sociali e strutturali che affliggono il territorio”, hanno messo nero su bianco.
Per il Pnrr, che deve poi sostanziarsi in progetti dei comuni elaborati spesso con le difficoltà del caso, hanno già messo in campo i Pal, Piani di azione locali che “potrebbero essere vanificati”.
La Cgil e la Flai Cgil, con i segretari della Capitanata Gianni Palma e Giovanni Tarantella, hanno immediatamente recepito il malessere dei primi cittadini, per altro già espresso in varie occasioni, fra cui gli incontri svolti in Prefettura.
“Non accetteremo in alcun modo interventi al ribasso- hanno detto- che non affrontano il tema della dignità e sicurezza di questi lavoratori e lavoratrici, che non contrastano le dinamiche di sfruttamento e caporalato, che non cancellano baraccopoli, che non affrontano una volta per tutte il tema della cittadinanza”.
Le parole dell’assessora suonano come una notizia positiva per Giovanni Tarantella che aggiunge: “Siamo convinti che la Regione Puglia possa darci una grande mano al tavolo istituzionale con il commissario, non solo cercando un’interlocuzione ma in quanto ha delle specifiche competenze nell’ambito delle politiche sociali, della sanità dei trasporti. Per noi è un valore aggiunto nel superamento dei ghetti. Il commissario avrebbe dovuto dare un’accelerata che invece non c’è, vorremmo che il governo ne esplicitasse le competenze. A noi preme, in primo luogo, che questo Pnrr sia speso ma con un’integrazione vera”.
L’assessora ha anche citato il progetto Supreme. “Quest’anno non siamo capofila ma è stato avviato a Foggia il polo sociale”. Vede come protagonista la comunità Emmaus e il villaggio Don Bosco, un’attività di accoglienza per i migranti finanziata dal ministero del Lavoro e portata avanti in partnership con altre regioni del Sud, fra cui la Puglia. Moduli abitativi a cui si affianca un’assistenza socio-sanitaria e la creazione di una rete territoriale con imprese e comuni. Un progetto pilota lo scorso anno per l’accoglienza. Insomma di spunti virtuosi per non ridurre il Pnrr a “moduli abitativi”, come temono alcuni sindaci e un commissario prefettizio, ci sono.
D’altra parte la bonifica del Cara di Borgo Mezzanone e la sua riconversione in foresteria non è all’anno zero da parte della Regione. Complesso l’iter di variante urbanistica realizzato dall’ente con i soggetti competenti e sulla scorta di un Pon legalità gestito dal ministero dell’Interno. Nel 2022 sono stati realizzati 100 containers per 400 posti. L’obiettivo era di ospitare fino a 1300 migranti in tre lotti che ricadono nei Comuni di Foggia e Manfredonia, di cui uno già realizzato. Poi è arrivato il Pnrr per il superamento ghetti di cui si parla.
Paola Lucino
Pubblicato il 30 Ottobre 2024



